Mori - 1966 - Sardegna

geonerd

Mori - 1966 - Sardegna

sono quelli formatisi alla foce dei corsi d’acqua per loro sbarramento ed espandimento

in specchi d’acqua e canali retrodunali. Altro tipo è quello che si trova in corrispondenza

delle fronti costiere delle pianure in via di subsidenza dove i golfi di

sommersione (Cagliari, Oristano, Palmas, Asinara) sono stati sbarrati da lunghi

lidi regolari (come quello della Plaja di Cagliari) talvolta a più ordini successivi con

formazione di lagune trasformatesi poi negli stagni più grandi dell’isola, come quelli

posti alle due estremità del Campidano. Un terzo tipo infine, dovuto soprattutto

all’azione costruttrice e ordinatrice del mare, è quello delle lagune di seno costiero

formate per sbarramento di antiche insenature per opera di cordoni litoranei che

talvolta si sono appoggiati a promontori, come a San Teodoro e Calich, e talaltra

ad isolette fronteggianti la costa. In questo ultimo caso, già constatato al Capo

Bellavista, al Capo Mannu e allo stesso Capo Sant’Elia, tra i due arcuati tomboli

di raccordo è stata chiusa una laguna evolutasi poi a stagno (Tortoli, Quartu, ecc.)

mantenuta artificialmente in collegamento col mare oppure interrata completamente.

Questi stagni offrono un paesaggio caratteristico e, un tempo fòmiti di malaria

e causa quindi di spopolamento e desolazione, sono oggi utilizzati in parte come

ricche peschiere e saline. In tal caso l’uomo ha provveduto alla loro conservazione,

mentre quelli più piccoli о meno adatti sono colmati о in via di colmamento.

Tutto sommato le coste sarde, con i loro lunghi tratti a ripa о a spiagge falcate

si prestano male a servir di tramite tra l’isola e le terre circostanti. La costa

orientale, cioè proprio quella rivolta verso la penisola italiana, è la più sfavorevole

perchè per due terzi formata da una muraglia ostile e perchè d’altra parte le rias che

la intaccano a nord hanno una esigua profondità e il fondo del Golfo di Olbia è in

via di progressivo interramento, tanto che il porto è ormai mantenuto artificialmente.

Il lato settentrionale e quello occidentale non sono molto migliori ed offrono

qualche appiglio naturale solo in corrispondenza di alcune sporgenze come Porto

Torres о di modeste insenature come quella di Alghero e di Bosa о di isole come

la Maddalena a nord e San Pietro con Carloforte a sud. Più favorito degli altri è il

lato meridionale dove al riparo, per altro incompleto, del promontorio di Sant’Elia

è sorto e si è sviluppato il maggior porto dell’isola, Cagliari, più favorito però dalla

sua posizione rispetto al retroterra e allo sbocco del Campidano che non dalla sua

ubicazione.

La mediocrità delle coste sarde ha certo contribuito a rendere assai modesta la

vita marittima e quindi ad accentuare quell’isolamento naturale che ha avuto conseguenze

decisive per i caratteri antropici della regione.

Tuttavia in epoca recente, la situazione è molto migliorata in quanto sono state

costruite importanti opere portuali nei principali approdi dell’isola e i collegamenti

marittimi con la penisola e gli altri paesi circostanti sono stati intensificati

e accelerati. Inoltre la bellezza e l’originalità delle coste ha costituito e costituisce

un richiamo considerevole per i forestieri che vi accorrono sempre più numerosi

alimentando una cospicua e redditizia corrente turistica.

96

More magazines by this user