Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

I mari.

I mari su cui si affacciano le coste sarde hanno, intorno all’isola, fondali con

caratteri assai diversi; nel Tirreno essi scoscendono rapidamente verso alte profondità,

mentre nel Mar di Sardegna hanno pendenza molto minore, sicché le profondità

aumentano più lentamente.

Infatti mentre dal lato occidentale la curva batimetrica di 200 m. decorre in

gran parte parallela alla costa e se ne mantiene distante circa 20 km, dalla parte

orientale ha andamento assai irregolare disegnando dossi — tra cui l’ampio delta sottomarino

del Flumendosa — e solchi profondi, correndo per lunghi tratti a soli 6-8 km.

dal litorale, ma in certi punti si avvicina di più ancora, tanto che dinanzi alla Torre

di Murtas, posta nella parte centro-meridionale, l’isobata di 1000 m. dista meno di

15 km. dalla costa.

L ’isola poggia dunque su uno zoccolo asimmetrico in rapporto con Г asimmetria

della sua configurazione in quanto, trovandosi i maggiori rilievi nella parte orientale,

essi scendono ripidi da questo lato nel mare, mentre hanno versanti più estesi

e meno acclivi verso occidente ove si sviluppano anche le maggiori pianure. Ne

consegue che la piattaforma continentale, cioè la frangia con profondità fino a

200 m. circa, ha estensione molto diversa nelle singole parti: ridotta ad una striscia

sottile dal lato tirrenico, diviene ampia e regolare nel Mar di Sardegna dal Golfo

dell’Asinara a quello di Cagliari, il che ha grande importanza per la distribuzione

dell’ittiofauna e quindi per la pescosità delle acque.

Le acque marine che circondano l’isola hanno acque azzurrissime ad alta salinità,

ma non sono interessate da movimenti notevoli. Le maree hanno una ampiezza

media oscillante tra 20 e 30 cm. che si eleva fino a 40-50 cm. ad Alghero e Golfo

Aranci nei periodi sizigiali e raggiunge il massimo di 60 cm. nell’interno del Golfo

di Olbia. Ma nel Golfo di Oristano si scende a 15 cm. e a Carloforte appena a io!

Le correnti poi sono deboli e piuttosto con carattere di deriva, essendo collegate ai

tipi isobarici prevalenti, variabili con le stagioni e mosse quindi dal vento: le acque

occidentali sono interessate per gran parte dell’anno da una modesta corrente diretta

da sud a nord mentre quelle orientali presentano d’estate una corrente analoga e

d’inverno una corrente diretta in senso contrario facente parte di un circuito che a

quanto sembra interessa l’intero Tirreno in senso antiorario. Nelle Bocche di Bonifacio

le correnti sono più gagliarde e con verso alterno, ma dirette prevalentemente

da occidente ad oriente con velocità da 2 a 4 miglia sotto l’impulso del

ponente e del maestrale. Rimescolamenti notevoli di acque si hanno pure tra i vari

gruppi insulari e soprattutto nel canale di San Pietro, tra l’isola omonima e la costa

sulcitana; anche qui è col maestrale che si stabiliscono i movimenti di acque più

forti diretti verso sud specialmente tra Portoscuso e l’isola Piana. Queste correnti

7 — Le Regioni d'Italia - Sardegna.

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