Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

Posizione particolare hanno i rilievi calcarei mesozoici che fanno corona al Golfo

di Orosei e a cui si riallacciano a nord il singolare dosso del Monte Albo (1127 m.)

e a sud le zolle calcaree alle falde meridionali del Gennargentu.

Si tratta di grandi frammenti distaccati per frattura dall’altopiano calcareo-giurese

che si stendeva dal lato orientale appoggiandosi al Gennargentu e dislocati

secondo una tettonica a scaglie.

Ma il rilievo sardo non può in alcun modo essere ridotto a schemi, in quanto

offre una casistica eterogenea che si riflette anche sulle forme delle sommità, varianti

con la stratigrafia e la natura della roccia: ampie groppe arrotondate negli

scisti, rese qua e là più risentite da locali intrusioni porfiriche; spuntoni о creste

dentellate a sierre nei graniti, indicate talora con nomi caratteristici (Monte Sette

Fratelli); forme cupoleggianti nei calcari cambrici; torrioni di fattezze dolomitiche

nei calcari giuresi; moli stratificate nelle trachiti costituiscono aspetti particolari

che variano localmente il paesaggio.

La diversità di forme dei rilievi è espressa anche dalla varietà di termini usati

per indicarli: bruncu, cùccuru per cime piuttosto arrotondate, contra per forme a

cocuzzolo, murru (muso), corra (corno) per cime aguzze e Uuru per monti isolati

a punta; crastu per spuntoni rocciosi; corongiu per rupi con fianchi diruti; mesa

(tavola) per forme tabulari; costa о costera per versanti acclivi ed estesi, sciuscià per

dirupi, oltre a molti altri termini più comuni come cabu, pitzu, punta, perda (pietra),

rocca, nodu ecc. ed altri ancora indicanti forme particolari che tra poco vedremo.

Le incisioni e le insellature sommitali a seconda della loro ampiezza e forma

sono chiamate pure con vari nomi: arca, bucea, о ucea, genna о janna (dal latino

janua = porta), porta 0 portedda, sedda (sella).

Anche le colline vengono chiamate con nomi diversi: giba (dall’analogo vocabolo

spagnolo significante gobba), cuddighiolu in Gallura e zéppara nella parte meridionale;

altare, altària, altina usato dovunque.

Ma poco estese sono non tanto altimetricamente quanto morfologicamente le

zone collinose perchè esse si trovano abbastanza diffuse in tre sole parti dell’isola:

nella Nurra (Monte Forte 464 m.) e nella parte centrale del Logudoro (Meilogu) a

nord e nel distretto calcareo-marnoso della Marmilla e della Trexenta, posto a sud

subito ad oriente del Campidano.

M .S.Vittoria

1212

Paesaggio della Barbàgia

meridionale (estovest). A

sinistra la valle del Flumendosa

col tavolato calcareo

del Sarcidano, a

destra i tacchi calcarei

deirOgliastra appoggiati

ai monti scistosi paleozoici

(da Scheu).

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