Mori - 1966 - Sardegna

geonerd

Mori - 1966 - Sardegna

colline e pianure e di ampie vallate nella parte occidentale, facilmente penetrabile

quindi e accessibile, e invece di aspre montagne compatte e chiuse ad oriente. Giustamente

dunque Silio Italico notava che la Sardegna sembra volgere il dorso all’Italia

e questo indubbiamente ha aumentato, specie in certe epoche, l’isolamento storico

della terra sarda, il che, pur senza sopravalutare la sua importanza, non è stato

senza conseguenze sulle vicende dell’isola.

I solchi vallivi e le pianure.

Con le forme per lo più poco contrastate e spesso pianeggianti delle sommità, contrasta

la prevalente ripidità dei solchi vallivi sia per la loro origine per lo più tettonica,

sia per il ringiovanimento generale del rilievo causato dal sollevamento postpliocenico.

Questo, infatti, ha riattivato molto l’attività erosiva dei corsi d’acqua,

che hanno inciso profondamente i fondi valle formando spesso gole, forre, meandri

incastrati, distinti nella toponomastica con termini assai indicativi: fúndale, gurgu,

gùtturu, oltre a quello generico di badde о baddi (valle). Queste forme scoscese e

rocciose delle parti inferiori delle valli rendono il rilievo aspro, pur se di altezza

modesta, e danno spesso anche a semplici colline aspetto di montagne. Per questo,

mentre in base ai soli caratteri dell’altimetria la Sardegna risulterebbe occupata per

il 67% da colline e per il 15% da montagne, considerando gli aspetti morfologici

queste ultime hanno la predominanza, stendendosi su quasi metà dell’isola e le vere

colline solo su un terzo della superficie totale.

Le valli dunque, coincidenti col tracciato attuale dei corsi d’acqua, sono in prevalenza

di origine tettonica recente, in quanto corrispondono alle linee di frattura

che, come si è visto, hanno frammentato il massiccio cristallino e la sua copertura.

Ciò vuol dire che non sono stati i fiumi a creare le vallate, ma viceversa le acque

superficiali a essere convogliate nelle zone depresse per dislocazione.

La fossa dei Campidani che per l’ampiezza e la regolarità del suo fondo costituisce

una vera, grande pianura è solcata da due modesti corsi d’acqua con direzioni

opposte il Piumini Mannu di Samassi che si dirige verso Cagliari e il Piumini

Mannu di Pabillonis che va verso Oristano, semplici canali di raccolta di numerosi

rivi provenienti soprattutto dai rilievi orientali. Anche la contigua valle ove

scorre il Cixerri è parzialmente tettonica. Ma impostazione tettonica hanno soprattutto

le valli dei maggiori fiumi sardi: il Tirso, che segue nel suo corso medio la zona

di sprofondamento recente parallela ai Monti del Màrghine; il Plumendosa che

attraversa nella parte media una frattura in senso nordsud parallela alla costa orientale

e nella parte bassa una frattura in senso nordovest-sudest; il Coghinas che occupa

pure un largo solco grossolanamente parallelo a quello del Tirso e nell’ultimo

tratto piega ad angolo retto ricalcando un’antica valle trasversale d’erosione scavata

tra la regione granitica della Gallura e quella trachitica dell’Anglona.

115

More magazines by this user