Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

Per tutte queste ragioni la temperatura media annua ha valori notevoli compresi

per la maggior parte dell’isola tra 18° e 14° e inferiori solo nelle parti più elevate della

Barbàgia e della Gallura. Infatti diverse località costiere e dell’interno hanno 17°,6,

ma, aumentando l’altezza, la temperatura media diminuisce fino ai i2°,7 di Désulo,

sul Gennargentu, a 920 m. di altezza, e ai 10°,5 della Val Licciola sul Limbar a

loio metri. Per valutare appieno questi dati si deve ricordare che Palermo, a latitudine

minore, ha i7°,9, press’a poco come Cagliari, e Napoli ha solo i6°,5 come Olbia.

Sulla distribuzione pianimetrica della temperatura, la latitudine ha scarsa influenza,

tanto è vero che c’è poca differenza tra il comportamento termico dei due estremi

dell’isola (Sassari i6°,8; Cagliari i7°,6). Più importante è l’azione del rilievo, per

quanto l’influenza moderatrice del mare intervenga a frenare l’entità della diminuzione,

calcolata in circa 1/2 grado per ogni 100 m. di altezza.

Ma queste temperature medie esprimono assai imperfettamente le condizioni

reali, sia perchè non danno idea dei massimi e dei minimi termici, sia perchè mascherano

il comportamento della temperatura durante l’anno e cioè il regime termico.

Per quanto riguarda le temperature minime, si deve dire che la loro media annua

è superiore a 10° in tutte le zone costiere e di pianura e diminuisce alquanto in

quelle interne di montagna, ove oscilla tra 7° e 9°. Nei singoli mesi invernali si hanno

però, naturalmente, valori più bassi che raggiungono il minimo nel gennaio e

nel febbraio, cioè nei mesi più freddi: a Cagliari 6°,4 e a Désulo appena і°,з nel

gennaio. Le regioni interne e di montagna hanno dunque inverni più freddi (specie

il Gennargentu e il Limbara), ma non rigidi, per effetto della notevole insolazione

che si verifica in molti giorni asciutti e luminosi; durante la notte però l’irradiazione

è più forte e la temperatura scende, sicché temperature minime di 2° e 3° sotto zero

sono frequenti ed eccezionalmente si possono verificare minimi assoluti di — 7°

e — 8°. Invece i valori negativi sono rari nella zona costiera ed anzi la media invernale

e quella del mese più freddo lungo il litorale meridionale sono tra le più elevate

d’Italia, superate solo talvolta dalle stazioni litoranee della Sicilia.

Le temperature medie massime si verificano nel luglio e nell’agosto nella fascia

costiera e nelle zone interne della Sardegna meridionale, ove le medie estive superano

i 30°. Ma i massimi assoluti (40°-42°) si notano nelle località poste sugli altopiani

interni e soprattutto in quelle separate dal mare dall’ostacolo del rilievo.

L ’escursione termica diurna presenta ovunque i valori più alti nell’estate: da 8°

a 10° sulla costa e da 14° a 16° nell’interno, e non è tanto influenzata dall’altitudine

quanto dalla distanza dal mare, che ne fa diminuire gradatamente l’influenza mitigatrice,

e dall’esposizione rispetto ai venti.

Il regime termico, cioè l’andamento delle condizioni termiche nel corso dell’anno,

offre alcuni aspetti caratteristici. Dopo le basse temperature del gennaio e del febbraio,

si nota un certo innalzamento delle temperature medie nel mese di marzo,

in cui però le notti sono ancora rigide e sopraggiungono spesso irruzioni di masse

d’aria fredda che provocano minimi assoluti negativi. Questi stessi eventi possono

verificarsi anche in aprile, ma più rari e attenuati, sicché questo mese è il primo nel

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