Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

posizione centrale risultante chiaramente osservando che una circonferenza avente

centro nell’isola e raggio intorno a 400 km., tocca о taglia tutte le regioni che le

fanno corona. L ’isola, infatti, si viene a trovare al punto d’incrocio della grande

via longitudinale tra il bacino mediterraneo occidentale e quello orientale con le vie

trasversali tra l’Africa settentrionale e l’Europa continentale. Queste vie, come i

mari contermini, sono facilmente controllate da tre punti oltremodo favorevoli: il

Golfo di Cagliari e il Golfo di Palmas a sud, il Golfo di Olbia con l’arcipelago della

Maddalena a nord. Per effetto di questa sua posizione assai vantaggiosa dal punto

di vista economico e militare, la Sardegna ha attirato l’attenzione di tutti i popoli

navigatori che si sono susseguiti nel dominio del Mediterraneo e ha subito a

parecchie riprese invasioni e dominazioni di genti diverse che hanno lasciato

impronte profonde nel quadro antropologico, etnico e culturale dell’isola.

Questa sua posizione ha acquistato valore ancora maggiore e in un quadro più

vasto, dopo l’apertura del Canale di Suez sia per l’intensificarsi del traffico marittimo

sia dal punto di vista strategico. Non per nulla Napoleone soleva dire che « la

Sardegna compensa dieci volte Malta » e Nelson le attribuiva un valore inestimabile

per la sua posizione, i suoi porti e le sue risorse.

Ad uno sguardo sulla carta geografica, la Sardegna con la vicina Corsica

— posta a soli 12 km. più a nord — appaiono come due orme immani lasciate da

un gigante che con tre passi smisurati abbia valicato il mare dall’Africa all’Europa.

La forma irregolarmente quadrangolare, coi due lati più lunghi in direzione meridiana

e con quelli più brevi diretti da Sud-Ovest a Nord-Est, è infatti simile alla

pianta di un gigantesco piede, sicché a ragione i Greci indicavano l’isola con il

nome di Ichnusa (da ichnion, che vuol dire appunto orma) e anche con quello di Sandaliotis,

avente cioè forma di sandalo.

L ’isola ha per estremi la Punta del Falcone a nord (4 i°i5'4 2" lat. nord) e il

Capo Teulada a sud (з8°5і'52''); il Capo dell’Argentiera a ovest (8°8' long, est da

Greenwich) e il Capo Cornino a est (9°So'). Entro tali limiti essa misura 270 km. di

lunghezza massima e 145 km. di larghezza, ma tra il Golfo di Oristano e una insenatura

nei pressi di Bari Sardo questa si riduce a 96 km., sicché l’isola risulta abbastanza

slanciata. La sua superficie insieme alle isole adiacenti, pari a 24.089 kmq.,

la pone al secondo posto tra le isole del Mediterraneo dopo la Sicilia e fa sì che

essa costituisca il 7,5% dell’Italia fisica e occupi per estensione il terzo posto tra le

regioni italiane.

Il nome.

Come si è visto i Greci, fin dall’epoca assai antica in cui venne da loro riconosciuta

la sua somiglianza con l’orma umana, chiamarono la Sardegna col nome di

Ichnusa e Sandaliotis. Secondo quanto riferiscono Silio Italico e Pausania, questo

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