Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

Tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera si ha generalmente una ripresa

della piovosità. Questa seconda fase, che comprende i mesi da febbraio a maggio,

raggiunge il suo massimo in febbraio о marzo e va gradatamente estinguendosi col

sopraggiungere dei primi calori estivi. Il volume delle precipitazioni non differisce

sensibilmente da quello del trimestre ottobre-dicembre e per tutta l’isola si può

valutare pari al 35% delle piogge dell’anno.

È importante notare che le piogge primaverili sono in generale più regolari di

quelle autunnali e quindi assai più benefiche: ciò è vero soprattutto per il febbraio

e per il marzo, il quale tuttavia presenta una certa variabilità e cioè talvolta siccità

desiderata dagli agricoltori (Marzu siccu, massaru riccu), tal’altra piogge favorevoli

ai pascoli e quindi ai pastori al che, appunto, accenna l’altro proverbio;

Acqua e bentu annada de sarmentu

Acqua e soli annada de liori

L ’irregolarità aum enta assai in aprile tanto che m entre in alcuni anni si possono

avere in questo m ese precipitazioni superiori a quelle di ottobre, in altri cadono solo

pochi m illim etri di pioggia. C iò ha conseguenze tanto più gravi in quanto le precipitazioni

di aprile sono le più utili alle colture, per le quali rappresentano l’ultim o

Andamento delle precipitazioni durante

un anno tipico (1931-32) per le quattro

stazioni precedenti (da Pinna).

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