Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

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apporto considerevole di acqua prim a della siccità estiva. L a m aggiore utilità è

dovuta anche al fatto che le piogge prim averili sono m eno violente di quelle del

prim o autunno e l’evaporazione è assai m inore sicché vengono assorbite in m aggior

quantità dal terreno.

C ol m ese di m aggio, m entre aum enta la tem peratura m edia, dim inuisce la q u an ­

tità di precipitazioni e si inizia la forte inflessione che è propria dei m esi estivi,

durante i quali si toccano i valori più bassi delle piogge che solo raram ente si accom -

gnano a fenom eni tem poraleschi. Per tutta la Sardegna luglio è il m ese m eno piovoso

sia in quanto dà il m inor apporto di piogge (di poco superiore aU’ i % del totale

annuo) sia perchè presenta il m inor num ero di giorni piovosi.

D urante il periodo della siccità estiva i terreni si inaridiscono e i corsi di acqua,

dato il generale regim e torrentizio, si riducono a livelli bassissim i; solo i m aggiori

e pochi altri, alim entati da abbondanti acque sotterranee, hanno un flusso perenne:

i rim anenti, che sono la m aggior parte, si asciugano.

I grafici della distribuzione m ensile delle piogge, costruiti coi valori m edi del

trentennio (1921-50), m ettono chiaram ente in risalto la quasi totale siccità dei m esi

estivi, i due m assim i di precipitazione che si verificano alla fine d ell’autunno e d ell’inverno

e la m aggiore altezza delle piogge autunnali rispetto a quelle prim averili;

e rendono evidente infine che il decorso annuo delle precipitazioni è uniform e in

tutte le località d ell’isola, in quelle centrali e settentrionali più um ide, com e in

quelle m eridionali meno piovose. Il confronto dei grafici basati sui dati m edi con

quelli riferentisi a un solo anno (il 1931-32), m ette in evidenza il notevole scostamento

dalla m edia che norm alm ente si verifica, tanto è vero che m entre nei grafici

costruiti con i valori m edi del trentennio, il periodo asciutto dell’inverno è appena

accennato, dato che esso può verificarsi in m om enti diversi dalla stagione invernale,

in quelli riferentisi ad un solo anno, le « secche di gennaio » sono assai m arcate.

L ’esame della distribuzione delle precipitazioni nell’isola, che si può fare u tilizzando

la carta apposita, m ette anzitutto in evidenza l’im portanza essenziale che

ha su essa il rilievo, in quanto le zone con m aggior quantità di piogge corrispon ­

dono alle regioni più elevate e ai principali gruppi m ontuosi. Si ha dunque, come

avviene di solito, un aum ento delle precipitazioni con l’altezza per cui la p io ­

vosità, che lungo la costa ascende in m edia a 563 m m ., si accresce notevolm ente

entro i prim i 500 m ., innalzandosi fino a 767 m m . in m edia, e soprattutto oltre

i 900 m ., ove si superano in genere i 1000 m m . di piogge.

A queste quote si hanno anche abbondanti precipitazioni nevose; la copertura

di neve ha una durata media di 3 mesi nelle zone comprese tra 1200 e 1500 m., di

5 mesi per quelli tra 1500 e 1800 m. ; a quote inferiori, da 400 m. (altitudine minima

alla quale la neve cade in ogni singolo anno) fino a 1000 m., il manto di neve ha

durata di pochi giorni о poche settimane. Non si hanno però dei dati precisi sulla

durata e l’estensione della copertura nevosa.

In secondo luogo si osserva una notevole differenza di com portam ento tra le

regioni orientali e quelle occidentali in quanto i m onti vicini alla costa occidentale

L e R e g io n i ~ S a n lc g n a .

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