Mori - 1966 - Sardegna

geonerd

Mori - 1966 - Sardegna

Macchia degradata e discontinua

sui graniti della Gallura presso Calangianus.

Fot. Stefani

formazione arborea Oleo-Ceratonion. E ridotta assai è la macchia a palma nana

{Chamaerops humilis, in sardo sa pramma) prima diffusa in tutta la Nurra, nel Sinis

e nelle isole sulcitane ed ora in regresso per l’avanzare delle bonifiche e per la

raccolta che si fa delle foglie per ricavarne crine vegetale.

Ma ancora ben presente è la macchia d’alloro (detto lauru nel Sud e loru nel

Nord), che si trova in selve nell’Inglesiente tra Fluminimaggiore e Sant’Angelo

e in arbusteti intorno a Oliena, in Gallura e nell’Anglona. Si tratta di un residuo

preglaciale formato da alloro dominante insieme ad altre essenze, a pungitopo e ad

edera. Caratteristica è pure la macchia a oleandri (Nerium oleander in sardo leonaxi)

presente con i suoi arbusti riccamente fioriti lungo il greto di molti torrenti, specialmente

ad oriente dal Sàrrabus a Siniscola, insieme alla Quercia spinosa, alle Tamerici,

al Lentisco e al Ginepro rosso {Juniperus oxycedrus). Quest’ultimo può prevalere

fino a costituire la parte essenziale della macchia a ginepri che si trova in frammenti

depauperati, considerati dal Béguinot come i resti di una vera foresta di G i­

nepri arborei (fino a 6-7 m. di altezza) intensamente sfruttata dall’uomo in passato

per il legno pregiato che fornisce (usato un tempo anche per travi) e oggi ridotta

ad arbusti perchè si rinnova con grande stento.

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