Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

Frequente e caratteristica in Sardegna è infine la macchia a cisto (Cistus monspeliensis,

villosus e salvifolius, chiamati in sardo murdegu о mudregu), costituente uno

degli aspetti più suggestivi della vegetazione mediterranea con le distese di densi

arbusti svariati in primavera da fiori bianchi о rosa e acutamente profumati. I cisteti

prediligono suoli silicei e costituiscono una formazione secondaria che è espressione

di una ricolonizzazione vegetale spesso avvenuta dopo gli incendi, dato che il Cisto

è la prima pianta che rinasce per i suoi semi termoresistenti e persiste perchè

risparmiata dal bestiame mentre le altre piante che spesso l’accompagnano (mirto,

lentisco, fillirea, ginepro) sono per lo più assai danneggiate dal pascolo.

Dopo quanto è stato detto, è possibile rispondere a un importante quesito e cioè

fino a qual punto la macchia tipica sarda è originaria oppure derivata da una degradazione

della foresta primitiva. Si deve riconoscere che una parte della macchia è

secondaria ed è quella povera di specie e priva di essenze eliòfile (cisto, mirto.

Fot. Stefani

Una sughereta sui fianchi del Limbara.

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— L e R e g io n i d 'I t a lia - S a rd e g n a .

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