Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

Anche dal punto di vista faunistico, dunque, la Sardegna è regione di commistione

e di incontro di elementi diversi. Si spiega così il fatto che la fauna sarda, mentre

presenta numerose specie endemiche e particolari che hanno affinità con forme

viventi oggi in terre assai lontane, manca completamente di altre specie о addirittura

di interi gruppi di animali che sono invece abbondanti nelle terre vicine e prima

di tutto nel continente europeo.

Peraltro la mancanza di alcune forme, viventi oggi nelle terre contigue, è dovuta

alla loro estinzione avvenuta in Sardegna in varie epoche dell’èra quaternaria come

attestano i loro resti, ad esempio, quelli del cervo e della marmotta. Ciò si è verificato

in epoca più antica per la talpa, la lontra, l’orso, una specie di lupo, il tasso,

lo scoiattolo e una bertuccia simile a quelle che si trovano a Gibilterra. E scomparsa

invece in epoca recente un’altra scimmia affine alla bertuccia {Ophtalmomegas

Lamarmorae) alla quale secondo alcuni si riferisce un passo di Procopio che, parlando

della Corsica, afferma che in essa « nascono scimmie di aspetto simile a quello

dell’uomo » e che sembra raffigurata in alcuni amuleti di bronzo degli antichi Sardi.

Sono pure scomparsi un grosso roditore (Prolagus sardus) con aspetto e abitudini

di lepre e mole di topo, vissuto insieme all’uomo neolitico ricordato da alcuni autori

classici (è forse il Koniklos di Polibio) e persistito nell’isola di Tavolara fino al

XVIII secolo nonché il cavallo selvaggio affine a quello esistente oggi nelle steppe

dell’Asia centrale che, scomparso sul continente europeo in epoca preistorica, è

rimasto in Sardegna fin verso il 1700.

Ma molte altre specie mancanti nell’isola e presenti invece nelle terre circostanti,

rappresentano delle vere lacune faunistiche in quanto non sono mai pervenute

in Sardegna essendosi interrotti, soprattutto in conseguenza della scomparsa

della Tirrenide, dei ponti continentali prima della diffusione di molti animali.

Così si ritiene che quasi la metà delle specie di Mammiferi di cui la Sardegna

è priva ed esistenti sul continente, non vi abbiano mai messo piede, anche se parecchie

di esse sono arrivate in Corsica. Lo stesso si deve dire di molti Rettili, Anfibi e

Insetti nonché di alcuni Uccelli, per quanto questi, data la loro maggiore mobilità,

presentino minori differenze rispetto alle altre forme europee. Peraltro è degna di

nota la mancanza del passero comune (Passer domesticus Italiae), presente in Corsica,

sostituito dal Passer hispaniolensis, come pure quella della Starna, della Cappellaccia,

del Gufo, della Gazza, del Barbagianni e del Picchio. Lacune importanti

sono fra i pesci d’acqua dolce quelli del Pesce persico, del Luccio, della Garpa e della

Tinca, queste ultime però introdotte di recente in alcuni fiumi del Gampidano e nello

stagno di Gagliari. Dei Rettili, oltre all’Orbettino e al Ramarro manca soprattutto

la Vipera, come ogni serpente velenoso, e fra gli Anfibi non esistono la Rana, il Rospo

volgare (mentre esiste il Rospo verde) la Salamandra e i Tritoni comuni, anzi è da

ricordare che la Sardegna è l’unica regione europea in cui manchino rappresentanti

del genere Rana. Non si trovano neppure molte specie comuni di invertebrati,

come il Granchio e il Gambero di fiume tra i Grostacei e il Maggiolino e il

Cervo volante tra gli Insetti.

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