Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

Pertanto la fauna sarda attuale è costituita anzitutto da elementi suoi propri,

(parte autoctoni e parte diffusisi dei vicini continenti) e inoltre da numerosi altri

elementi provenienti dai paesi circostanti attraverso passaggi in varie direzioni.

Dal ponte costituito, come altrettanti piloni, dalla Corsica e dalle isole dell’Arcipelago

toscano, sono passati gli elementi europei occidentali, e da un probabile collegamento

con l’Africa settentrionale, son pervenuti altri elementi che si ritrovano

in entrambi i paesi, mentre più problematico appare un raccordo con la penisola

iberica attraverso le Baleari. Comunque il Dehaut, ritenendo che le cosiddette

specie caratteristiche non sono altro che specie invecchiate e aventi l’ultimo rifugio

nel massiccio sardo-còrso, assegna alla fauna delle due isole una facies ibericoafricana,

dovuta ad antichi collegamenti con le terre circostanti dell’Africa settentrionale

e dell’Iberia. Pervenute nell’isola e rimastevi a lungo, tutte queste specie si

sono via via evolute e modificate per diminuzione della statura, acquisizione di colorazione

diversa e di altri caratteri particolari, il che ha portato alla formazione di

varietà e specie endemiche assai numerose, ignote alla fauna continentale: si pensi

che almeno un centinaio di specie endemiche si trovano fra i soli Insetti.

Caratteristica è soprattutto la riduzione della statura, propria del resto di tutte

le faune insulari, per cui gli animali viventi nell’isola sono più piccoli dei loro congeneri

continentali, come si può facilmente constatare per il somaro, il minuscolo

somarello sardegnolo (âinu, burriccu, molenti, bestiolu), nel cavallo, nella lepre, nel

cinghiale.

Fra i Mammiferi la più nota specie endemica è il Muflone {Ovis musimon, in

sardo murvoni), magnifica pecora selvaggia con grandi corna semplici e ritorte nel

maschio e quasi mancanti nella femmina. Esso si trova in piccoli branchi, oggi in

numero ridotto, nelle parti più alte delle montagne centrali da Bitti al Sàrrabus, ed

è assente in tutto il resto dell’Europa tranne la Corsica, ove esiste una specie affine

si trova pure a Cipro e nell’Atlante marocchino. Piuttosto rari sono ormai il Cervo

corsicano e il Daino, chiamato impropriamente cabriola, ormai scomparso da tutto il

continente e da tutte le altre isole e il Gatto selvatico (Felis lybica sardoa) diverso da

quello italico per avere le orecchie munite di un ciuffetto di peli. Da ricordare sono

invece il Cinghiale, con una varietà che alcuni considerano specie a parte, la Donnola

dai piedi rossi (Mustela boccamela), la Màrtora assai ricercata per la pelle, una varietà

di Volpe, il Ghiro (Pachiura etrusco,) chiamato impropriamente Scoiattolo, e comunissimi

la Lepre, di dimensioni più piccole di quella continentale perchè di diversa

specie (Lepus mediterraneus) affine all’africana, e il Coniglio selvatico in tutto simile

a quello europeo e frequente soprattutto nella Sardegna meridionale.

L ’avifauna presenta pure particolarità interessanti per quanto varie specie

prima ritenute esclusive della Sardegna, siano state poi trovate anche altrove.

Fra queste sono il Grifone, l’Avvoltoio nero e l’Avvoltoio barbuto, ormai scomparsi

dal continente italiano e che si trovano sulle montagne, insieme all’Aquila reale,

all’Aquila del Bonelli e al magnifico Falco della Regina (Falco Eleonorae) dedicato

alla Giudicessa Eleonora d’Arboréa che ne riserbò a sè sola la cattura e l’uso come

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