Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

Il paesaggio del Gerréi

visto da nord con le gole

del Flumendosa (a sinistra)

e del suo affluente

Mulargia (da Scheu).

I, terreni scistosi-cristallini

di base; 2, tavolati calcarei

giuresi (ta c c h i); 3, calcari

eocenici; 4, calcari marnosi

miocenici; 5, placche basaltiche.

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nel luglio e hanno nell’estate una media di 18-20 me. — che è la maggiore dei fiumi

sardi — salgono al massimo medio di 1826 me., con punte di oltre 3000. Si aggiunga

che tali ingenti piene sono improvvise sia per la natura prevalentemente impermeabile

del bacino, sia per la ristrettezza dell’alveo e del corso alto e medio, sia per l’accentuata

pendenza del suo profilo. Si comprende così come il corso basso, diretto da ovest ad

est sia soggetto a forti variazioni e che la pianura alluvionale litoranea in cui il fiume

scorre abbia subito fino ad epoca recente, finché cioè non furono costruite le arginature,

delle disastrose inondazioni periodiche che provocavano danni assai gravi alle colture

qui particolarmente prospere. Si pensi che nel febbraio del 1876 le acque si elevarono

di m. 2,50 sul piano di campagna! Questa grande irregolarità di regime influisce

naturalmente non solo sull’ampiezza, la disposizione e le variazioni della foce, che si

trova poco a sud di Porto Corallo, ma anche sull’aspetto delle zone contigue ove le

acque di piena si espandono e rimangono nelle bassure a formare l’ampio stagno della

Praia comunicante col fiume, ed un canale retrodunale, parallelo alla costa, che si

allunga per 6-7 km. fin quasi alla Torre Saline. Per i suoi particolari caratteri idrologici

e per l’impermeabilità dei terreni il Flumendosa convoglia al mare masse ingenti

di materiali solidi (fino a 200.000 me. al giorno durante le piene!) che, accumulandosi

dinanzi alla foce, hanno formato una vasta piana litoranea in cui il fiume divaga e

ha cambiato varie volte il suo corso, e un talus sottomarino che è il più esteso tra

quelli formati dai fiumi sardi.

Degno di particolare considerazione è pure il Cedrino, l’antico Caedris, che sbocca

all’estremità settentrionale' del Golfo di Orosei. Esso è costituito infatti dalla riunione

di numerosi corsi d’acqua che scendono dal Gennargentu e dall’altopiano

granitico nuorese e sono stati convogliati verso oriente dagli sprofondamenti verificatisi

nel settore vulcanico del Golfo di Orosei su cui si sono espanse le colate basaltiche

dei godei. Nato dal Monte Fumai, uno dei contrafforti settentrionali del Gennargentu,

da cui prende anche origine il Flumineddu suo principale affluente di

destra, prosegue col nome di Rio di Locoe percorrendo un solco inciso nell’altopiano

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