Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

uni dagli altri. Si è pervenuti così, sulla base di elementi naturali fondamentali e per

l’azione di atteggiamenti umani, alla costituzione di regioni storiche numerose e generalmente

ben riconoscibili, anche perchè i loro nomi sono ancora oggi ben vivi.

Queste regioni infatti hanno avuto tendenza a costituirsi entro i quadri di cantoni

naturali che spesso hanno vissuto fino ad epoca recente una vita propria per forza

di coesione dei gruppi umani in essi insediati, per il loro isolamento e per la scarsezza

e saltuarietà di contatti reciproci.

Appunto in quanto creazioni storiche, pur se con basi naturali, queste regioni

hanno spesso mutato col tempo i loro confini in modo da comprendere talvolta sotto

un unico nome regionale non più la sola regione naturale iniziale, ma anche parti

considerevoli di alcune regioni vicine о loro tratti, là dove i limiti fisici sono incerti.

Ciò spiega, oltre alla difficoltà di tracciare i loro confini e se mai limitatamente a

un solo momento storico, anche il fatto che spesso le regioni storiche non coincidono

con le regioni naturali e viceversa. Tuttavia si deve riconoscere che su alcuni dei

maggiori lineamenti orografici e idrografici dell’isola hanno sempre poggiato limiti

importanti: così il gran plesso montuoso del Gennargentu ha costituito un settore

di divisione assai pronunciato ove concorsero per molto tempo i confini dei Giudicati

di Gagliari, Arboréa e Gallura; e la stessa funzione di confine ha avuto l’allineamento

Montiferru-Màrghine, presso cui confinavano Arboréa e Logudoro. Gome influenza

dell’idrografia si può notare che il bacino del Tirso ha costituito elemento di forte

La bassa Planàrgia dominata dal soprastante altopiano basaltico.

Fot. Mori

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