Mori - 1966 - Sardegna

geonerd

Mori - 1966 - Sardegna

_ _ lerale Conte Alberto Fer-

La storia della conoscenza dell’isola, non considerando la scheletrica Sade La Marmora (1789-

niae brevis historia et descriptio dell’Arquer, ha avuto effettivo inizio con l’o] eseguì il primo ri-

, , . , V I igeometrico della Sardegna

del gesuita Cuan Francesco rara, vescovo di Bosa, umanista ed erudito che, | | - pisola in tutti i suoi

seconda metà del XVI secolo compose la prima ampia raccolta di documenti^ rivelandola così al mondo.

passato sardo coordinati e commentati nel suo scritto De rebus sardois a

aggiunse, per l’intelligenza di quest’opera storica e per togliere di mezzo error

nomi di luogo e di cose, un’opera geografica in due libri intitolata De Chorq

phia Sardiniae, che non si curò di pubblicare. Se nella parte fisica l’opera conti

ancora errori e favole risalenti agli autori classici, nella descrizione regionale (

apporta un contributo notevole perchè il Fara, mediante la conoscenza diretta

luoghi, riesce a cogliere con precisione il quadro geografico che le diverse regi

sarde presentavano a quel tempo sia dal punto di vista poleografico, con la tra

zione dei centri abitati esistenti e di quelli distrutti, sia dal lato economico.

quanto pubblicata assai più tardi a Torino nel 1835 l’opera, diffusasi per me

di copie manoscritte, ebbe notevole influenza sulle relazioni о trattazioni geoj

fiche che apparvero successivamente e soprattutto su quelle del settecento, cc

la Descrizione geografica della Sardegna di G. Cossu, ed anche su quelle appi

nel primo ottocento.

Tra esse è da citare anzitutto la Descrizione della Sardegna stesa dall’Arcid’

Francesco d’Austria Este nel 1812 e contenente i risultati di indagini sulle risoi

lo stato della popolazione, i costumi e le possibilità dell’isola e poi la Compendi

descrizione corografico-storica della Sardegna già citata, con le relative Note illusi

tive scritte nel 1814 dal Padre Napoli e importanti perchè frutto della precisa coi

scenza personale dei luoghi.

Ma la prima illustrazione e descrizione geografica moderna ed esauriente queste due opere fondamentali si sono largamente giovate le pubblicazioni

l’isola fu il Voyage en Sardaigne de i8 ig à 182s ou description statistique physi^^^^^^ ^ soprattutto alcune dovute a certi autori stranieri come il Maltzan (1869)

politique de cette île, scritta dal generale de La Marmora, pubblicata nel 1826 (Vouiller (1893), ma anche quelle del Cugia (1892) dello Strafforello (1895) e del

allegato un Atlante e le carte geografica e geologica, illustrante ampiamente (1896).

solo i caratteri geografici e geologici dell’isola, quelli della popolazione e le con^^^ incirca nella stessa epoca in cui appariva il Voyage del La Marmora vedeva

zioni economiche, ma anche gli aspetti archeologici ed etnici sicché, insiem^^'^ grande Flora Sardoa del Morís (1837-59) che svelava i caratteri della vegesuccessivo

Itinéraire de Vile de Sardaigne, pubblicato nel i860, costituisce anf'^c dell isola e costituiva la base per gli studi fitogeografici intrapresi più tardi

oggi una fonte preziosa per una quantità di notizie fisiche, antropiche e stori||?^lcaente dal Béguinot.

impossibili da trovare altrove.

ìuccessivamente le indagini tendono a specializzarsi: geologia, etnologia, archeo-

L ’opera del La Marmora fu integrata da quella quasi contemporanea del Pa^> demografia, economia sono state via via approfondite. I risultati ottenuti

Vittorio Angius che si trova inserita nel Dizionario geografico-storico-statist§^^o opportunamente coordinati in occasione del XII Congresso Geografico Itacommerciale

degli Stati di S. M. il Re di Sardegna, compilato dal Casalis e tenuto nel 1934 a Cagliari e dedicato esclusivamente ai problemi sardi. È in

fu pubblicato a Torino tra il 1833 e il 1856. Anche se sotto forma di dizional^ta occasione appunto che furono trattati per la prima volta due aspetti fino ad

questa opera non ha carattere compilativo, ma è frutto di prolungate, mini^. trascurati perchè di più recente sviluppo: quelli geomorfologici, impostati

indagini dirette, estese a tutta l’isola, sicché l’insieme delle voci costituisce lamente dal Vardabasso che ha dato sulla morfogenesi dell isola un efficace

contributo prezioso per le notizie nuove su gli usi, i costumi, la lingua, la sterro d’insieme, sviluppato di recente dal Pelletier (i960) e quelli climatologici,

di ogni paese e per la mèsse di dati statistici sulla popolazione e sull’economiaflrializzati dal Frangia. Lo studio del clima fu poi approfondito dall Hofele nel

ciascuno.

3 e infine da M. Pinna nel 1954, e d’altra parte quest’ultimo, insieme a B. Spano,

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