Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

al Parlamento nel 1955, non venne approvata, insieme ad altre avanzate da alcune

città del Continente.

Il numero dei Comuni dell’isola è variato assai nell’ultimo secolo in rapporto con il

progressivo aumento della popolazione di molti centri abitati minori e con l’intensificarsi

delle attività agricole e commerciali dei loro territori. L ’aumento del numero

dei Comuni è stato particolarmente notevole negli ultimi venti anni in conseguenza

dell’avvenuta ripresa dell’incremento demografico, anche per la scomparsa della

malaria e con i considerevoli miglioramenti dell’agricoltura e dei traffici. Basti pensare

che, mentre nel 1940 si contavano 275 Comuni, nel 1951 essi erano 287 e nel

1961 ben 351. In particolare nel ventennio suddetto, i Comuni sono passati da 115

a 170 nella provincia di Cagliari, dove hanno avuto l’incremento massimo, da 89 a 102

nella provincia di Nuoro e da 71 a 78 in quella di Sassari, dove pertanto le modificazioni

sono state di scarso rilievo. La moltiplicazione dei territori comunali è avvenuta

soprattutto nei fertili terreni dei Campidani, della Trexenta, della Marmilla e dell’Arboréa

e in via subordinata in Gallura e ai suoi margini, per suddivisione dei grandi

о grandissimi Comuni prima esistenti, come per es. quello vastissimo di Tempio.

I territori comunali hanno estensione diversissima: mentre infatti la superficie

media del Comune sardo è di 7148 ha. (contro una media italiana di 3752), quella dei

Comuni singoli oscilla tra un massimo di 60.458 ha. di Sassari, e un minimo di 252

ha. di Mòdolo, in Planargia.

Uno sguardo al diagramma della ripartizione dei Comuni per classi di ampiezza,

mostra che più numerosi sono quelli tra 2000 e 4000 ha. (88), seguiti da quelli tra

4000 e 6000 (59) e poi tra 1000 e 2000 ha. (53); ma numerosi (40) sono pure i grossi

Comuni con superficie di oltre 10.000 ha., di cui ben 36 superano i 15.000 ha. e 7 addirittura

i 25.000.

Questa forte disparità è in rapporto, come avviene di solito, con le grandi differenze

già constatate nella configurazione e nella natura del terreno, che si riflettono

sui tipi di economia, nonché con la densità e i tipi di insediamento della popolazione.

La Sardegna offre da questo punto di vista degli esempi scolastici, presentando

Comuni assai vasti nelle regioni tipicamente pastorali della parte montana orientale,

della Gallura, dell’Iglesiente e degli altopiani basaltici e trachitici e Comuni di

piccola estensione nelle regioni essenzialmente agricole della fascia centro occidentale

a fertili terreni marnosi dal Campidano di Cagliari a quello di Oristano

attraverso Trexenta, Marmilla e Arboréa, nonché nel Meilogu.

Per quanto riguarda la distribuzione per classi di altitudine, vista la particolare

configurazione dell’isola, è netta la predominanza dei Comuni classificati di collina,

comprendenti oltre i 2/3 del numero totale (245), e più precisamente di quelli della

collina interna (196); seguono i Comuni di pianura (74) tra cui si trovano quasi tutti

quelli di dimensioni piccole e piccolissime e infine i Comuni di montagna (32), di

dimensioni medie e grandi.

Interessanti rilievi si possono fare sulla forma dei Comuni che per lo più é regolare

e di tipo poligonale sugli altopiani e nelle pianure, dove risulta solo dal libero

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