Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

C apitolo O ttavo

IL POPOLAMENTO E L A SUA EVOLUZIONE

Le vicende del popolamento.

Gli storici, basandosi in verità su elementi assai tenui, ritengono che al principio

dell’èra volgare la popolazione dell’isola si aggirasse sui 300.000 abitanti cui corrisponde

una densità media di 12 ab. per kmq. Pur con questa popolazione di tanto

inferiore a quella attuale, la Sardegna appariva in età antica più popolata di quanto

non lo sia ora, nel confronto con le altre regioni italiane, in quanto si vàluta che

l’Italia continentale contasse allora non più di 6 milioni di abitanti e che la Sicilia

ne avesse soltanto 600.000. Si può ammettere che per tutta l’età romana non si sia

verificato in Sardegna un incremento demografico notevole e che la distribuzione

della popolazione e la densità dei centri abitati quale si presentavano nella tarda età

imperiale non abbiano subito delle modificazioni importanti anche dopo la caduta

dell’Impero romano, perchè come è stato già ricordato, le invasioni barbariche non

investirono la Sardegna con l’intensità che si verificò nei vicini continenti.

La breve occupazione dei Vandali, come quella dei Bizantini, non apportò modificazioni

importanti nella struttura demografica ed economica dell’isola.

Quando però sul principio del secolo V ili ebbero inizio le plurisecolari scorrerie

degli Arabi e poi dei Saraceni che per secoli si abbatterono sulle coste dell’isola,

ebbe inizio la graduale diminuzione del numero degli abitanti e soprattutto avvennero

delle modificazioni profonde nella distribuzione della popolazione, in seguito allo

spopolamento delle regioni costiere e delle pianure anche per il progressivo aggravarsi

della malaria e per l’addensarsi della popolazione nelle zone interne e più elevate.

Le lotte scoppiate tra Genova e Pisa per il predominio economico e politico in

Sardegna, se portarono ad un graduale impoverimento dell’isola, non ebbero gravi

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