Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

quoziente di natalità che, pur essendo ovunque in diminuzione, raggiunge i livelli

massimi nella provincia di Cagliari (col 24 per mille circa), cui seguono quelli della

provincia di Núoro (21,6) e infine quelli della provincia di Sassari, dove la natalità

è minore (21,4). Varia in conseguenza il quoziente di incremento naturale, che dal

16,7 per mille del Cagliaritano, scende a meno di 14 nel Sassarese.

Questa particolare distribuzione dell’incremento naturale è il fattore principale

dei differenti caratteri che hanno avuto ed hanno nell’isola le variazioni quantitative

della popolazione.

Infatti l’emigrazione, a differenza di quanto è avvenuto in altre regioni italiane,

è stata fino ad epoca recente assai scarsa, sicché non ha apportato modificazioni notevoli

al quadro della popolazione. Ciò perchè i Sardi, dato il loro attaccamento alla

terra natale e la bassa densità di popolazione, non hanno mai sentito il pressante

bisogno di emigrare. Basta considerare che nell’ottantennio 1871-1951, la perdita

complessiva per emigrazione è stata solo di 129.000 unità con una media di 1600

all’anno.

Iniziatasi nella prima metà del secolo scorso con correnti di qualche consistenza

verso l’Africa settentrionale (Algeria e Tunisia soprattutto) che portarono alla formazione

di colonie etniche a Tunisi, Algeri e Bona, l’emigrazione fu assai limitata

per mille

Andamento degli indici demografici dal 1871

al 1961 (medie quinquennali).

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