Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

dalena a costituire piccole ma interessanti colonie etniche cui si è aggiunto nell’ultimo

dopoguerra il gruppo di pescatori Giuliani stanziatosi a Fertilia. Ma molti altri Napoletani

esercitano attività commerciali nei principali centri dell’isola.

Per ultimo si sono aggiunti alquanti agricoltori veneti ed emiliani nelle due zone

di bonifica di Fertilia e di Arborea: in quest’ultima essi hanno formato un gruppo

consistente e omogeneo.

Infine si sviluppano nell’isola delle migrazioni interne che da una decina di anni

a questa parte hanno assunto una certa importanza. Si tratta di spostamenti di una

parte della popolazione verso le zone di bonifica, verso i litorali e soprattutto verso

le principali città. Sia pure con un certo ritardo, ha preso infatti consistenza un popolamento

di litorali, dove il numero degli abitanti è negli ultimi decenni più che raddoppiato,

e un urbanesimo che ha attratto e attrae un numero sempre maggiore di

rurali e paesani soprattutto verso Cagliari, Sassari, Nùoro, Oristano, Olbia, Porto

Torres, che hanno avuto perciò un forte e rapido aumento di popolazione, come

vedremo più oltre.

Le variazioni recenti della popolazione.

L ’incremento naturale della popolazione e in via del tutto subordinata l’emigrazione

e le migrazioni interne, disformemente distribuiti e verificatisi con fluttuazioni

sensibili specialmente negli ultimi sessant’anni, hanno provocato com’è naturale

delle variazioni importanti della popolazione con aumenti о diminuzioni di entità

localmente assai diversa. Confrontando i censimenti successivi e ricavando la

media annua degli aumenti e delle diminuzioni di popolazione nei singoli comuni,

si possono puntualizzare le situazioni verificatesi in vari periodi, che è importante

considerare per rendersi conto della situazione attuale come punto di arrivo di una

pluridecennale dinamica demografica. Così era stato possibile accertare che già alla

fine del secolo scorso si erano verificati decrementi sensibili in molti Comuni del

Sassarese pur con agricoltura redditizia, per il disagio causato dalla rottura delle

relazioni commerciali con la Francia e viceversa si era notato un incremento demografico

nelle regioni pastorali e in particolare in quelle votate all’allevamento ovino

о da esso conquistate. Altre parti con popolazione in aumento erano i Campidani e

la regione mineraria dell’Iglesiente.

Nel periodo 19 11-19 2 1, il numero dei Comuni con diminuzione di popolazione

crebbe sensibilmente fino a comprendere oltre i 2/5 del totale sia per effetto delle

perdite in rapporto col primo conflitto mondiale, sia a causa delle disagiate e in parte

conseguenti condizioni economiche. Si venne precisando allora il paradossale contrasto

che vede regioni fertili in via di spopolamento e regioni relativamente povere

con popolazione crescente. Il cartogramma costruito in proposito dall’Asole mostra

chiaramente che i decrementi si distribuivano lungo una fascia quasi continua che,

partendo dall’Anglona e dal Logudoro giungeva attraverso la Planargia, il Gocéano

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