Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

sano lungo la costa solo nella parte meridionale e occidentale, mentre nella parte settentrionale

e orientale rimane piuttosto scarsa in confronto a quella che risiede nelle

zone interne. Spicca su tutti il versante meridionale dove circa metà della popolazione

risiede nella zona fino a 5 km. dal mare, e ciò non solo per la presenza della

città di Cagliari, ma anche perchè sbocca proprio qui su ampio fronte il Campidano,

su cui l’attrazione del mare si esercita intensamente per l’attività portuale ed industriale,

per la possibilità di esercitare la pesca in acque vicine e lontane prospicienti

questo litorale, e per la presenza di belle spiagge che hanno favorito lo sviluppo dell’attività

balneare e l’industria del forestiero.

Il versante orientale tirrenico, come si è già visto, è poco popolato e, pur vivendo

un quarto della sua popolazione a meno di 5 km. dalla costa, ha pochissimi centri

abitati a contatto col mare, tanto che fino ad un paio di chilometri dalla costa si

trovano vaste zone quasi spopolate, e addirittura disabitato è in gran parte il litorale

fra il Capo Carbonara e il Capo Bellavista. La presenza di coste alte e dritte difficilmente

accessibili, la mancanza di porti, la scarsa pescosità del mare su cui si affaccia

il litorale tirrenico della Sardegna sono le cause della debole attrazione che il mare

vi ha esercitato. Nel versante settentrionale solo un sesto circa della popolazione

vive nella zona più vicina al mare, e oltre a ciò nella fascia immediatamente successiva

(5-10 km.) il numero degli abitanti si riduce ancora a metà. Infatti le coste

del Golfo dell’Asinara e le zone sub-costiere della Nurra e della Gallura occidentale

sono ancor oggi poco popolate. Notevole invece il numero di abitanti della zona tra

10-15 km in cui è situata la città di Sassari, e di quella tra 15 e 20 km entro cui

sorgono numerosi piccoli centri.

Infine il versante occidentale ospita nella zona costiera circa un quarto della

popolazione totale, ma l’insediamento umano nella zona propriamente litoranea è

assai disforme, in quanto accanto a tratti di costa in cui la popolazione si affittisce

come allo sbocco del Temo e nell’ampia falcatura del Golfo di Oristano, se ne hanno

altri scarsamente popolati о del tutto disabitati, come lungo le scoscese fronti litoranee

del paese di Villanova, dell’Arburese e del Malfidano. Tuttavia è la costa occidentale

che offre le maggiori possibilità di popolamento perchè il mare antistante è

assai pescoso e le coste sono per estesi tratti facilmente accessibili. Numerosa è anche

la popolazione della contigua zona di 5-10 km. (quasi 90.000 ab.). Il graduale popolamento

del litorale, già, iniziatosi da qualche decennio con l’insorgenza di molti piccoli

centri nuovi, è la prova della forte attrazione esercitata dal mare in questa parte

dell’isola.

Però conta assai notare che la distribuzione della popolazione sarda in rapporto

alla distanza dal mare, ora descritta in base ai dati del censimento del 1951, è notevolmente

cambiata rispetto a quella ancora di mezzo secolo fa, quando si constatava

che la fascia litoranea non era la più popolata, com’è invece oggi. Ciò perchè nel frattempo,

si è verificato un graduale ripopolamento delle zone litoranee, dimostrato

dal fatto che mentre nel 1861 la popolazione della fascia entro 5 km. dalla costa rappresentava

solo un quinto di quella complessiva, nel 19 i i essa era già salita ad un

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