Mori - 1966 - Sardegna

geonerd

Mori - 1966 - Sardegna

Aspersione di disinfestanti

per la lotta antianofelica

da parte d ell’ apposito

« Centro Antinsetti ».

Fot. Shell

com pito di sorvegliare e com battere il residuo anofelism o per im pedirne il ritorno

offensivo, fu assunto dal « C entro Regionale A ntim alarico e A ntinsetti », che opera tu t­

tora. L ’attività di questo Centro, che si giova d ell’opera di ben 2000 dipendenti e

che ha esteso il controllo anche alle acque salm astre, è stata utilissim a in quanto ha

fatto ridurre i settori positivi, cioè con tracce di anofeli vettrici, da 151 quanti erano

ancora nel 1951, a poche unità localizzate in punti ben definiti della N u rra e della

G allura, sicché dal 1952 ad oggi non si è più registrato un solo caso di m alaria p rim

itiva in tutto il territorio della Sardegna, evento questo di incalcolabile portata per

la redenzione e per le fortune d ell’isola.

L a tubercolosi però continua a m ietere vittim e relativam ente num erose.

Raggiunto il suo culmine nel periodo 1910-1923 con oltre 150 morti per

100.000 ab., la mortalità per tubercolosi, in seguito alle numerose provvidenze adottate,

si è ridotta oggi ad un terzo circa, ma è pur sempre una delle principali cause

di decessi, dopo le malattie di cuore e quelle dovute a lesioni del sistema nervoso

centrale. Caratteri particolari che la tubercolosi presenta in Sardegna sono: l’incidenza

maggiore sul sesso femminile, mentre nel resto d’Italia avviene il contrario;

la diffusione precoce della malattia, che colpisce i bambini con la stessa rapidità e

frequenza proprie un tempo delle grandi città; e infine la diffusione nell’ambiente

rurale, colpito press’a poco come quello urbano. Ciò è conseguenza anzitutto del

gran numero di abitazioni malsane, non solo nelle parti vecchie e sovrapopolate delle

città, ma anche nell’ambiente rurale, dove gran parte della popolazione vive non in

case coloniche sparse nelle campagne, ma in gruppi di case mal costruite, con pochi

ambienti mal ventilati, umidi e male illuminati che offrono scarso riparo dalle intemperie.

A queste condizioni antigieniche degli alloggi, si aggiunge, come si è visto.

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