Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

nato che il popolamento della Nurra fu attuato da pastori i quali andarono a risiedervi

in prevalenza in dimore chiamate cuili ( = covili). Questa colonizzazione spontanea iniziatasi

verso la metà del XVI secolo, continuò, pur numericamente modesta, nelle

epoche successive, tanto che già un secolo fa si erano stanziate nella Nurra almeno

800 famiglie di pastori provenienti in gran parte da Sassari e dai grossi centri vicini

(Ossi, Tissi, Ósilo ed altri). In epoca recente l’insediamento sparso ha potuto estendersi

ulteriormente nella Nurra quando, in seguito ai grandi lavori di trasformazione

fondiaria, vi sono state insediate numerose famiglie di contadini sardi e continentali.

La densità della popolazione sparsa è relativamente elevata anche nella Gallura ed

in particular modo nella sua parte nord-orientale con 8-10 ab. sparsi per kmq. Anche

qui, come nella Nurra, il popolamento fu attuato da pastori provenienti in gran parte

dalla Corsica ed anche dall’interno dell’isola, che vi costruirono delle dimore isolate

chiamate stazzi. E poiché questi coloni da pastori divennero pian piano degli agricoltori,

la loro residenza stabile sui campi è stato il fattore più importante che ha permesso

l’estendersi dell’agricoltura in una regione che pure presenta un ambiente sfavorevole

per la montuosità e il terreno spesso ingrato del suo territorio. Nel complesso

in Gallura risiedono in case sparse oltre un quarto degli abitanti, soprattutto nei

comuni di Olbia, Tempio e Calangianus.

Nella Sardegna meridionale i valori maggiori della densità della popolazione

sparsa, come si è detto, si hanno nell’Iglesiente e nel Sulcis (Iglesias 14,6 ab.

sparsi per kmq.). Le origini dell’abitato disperso nel Sulcis sono poco dissimili da

quelle della Sardegna settentrionale. Anche qui furono dei coloni che, a partire

dal XVII secolo, si trasferirono spontaneamente e stabilmente nella pianura sulcitana,

vi praticarono la pastorizia e l’agricoltura e vi costruirono le loro dimore, i

medaus e i furriadroxius. Oggi in molte di queste dimore risiedono anche delle

famiglie di minatori del vicino bacino carbonifero. La densità della popolazione

sparsa nel Sulcis varia da 2 a 5 ab. per kmq. nella parte meridionale, da 5 a io nella

parte occidentale, e in una breve zona costiera supera i io ab. per kmq.; siamo qui

nella parte della pianura sulcitana prospiciente l’isola di Sant’Antioco e corrispondente

ad una zona di bonifica recente (bonifica del basso Sulcis) nella quale, dopo

la sistemazione dei terreni, risiedono isolate numerose famiglie di contadini. Nelriglesiente

si ha pure una zona con più di io ab. sparsi per kmq. in corrispondenza

del comune di Iglesias, dove però l’elevata densità della popolazione sparsa è in

relazione con l’attività mineraria poiché ovunque si trovi uno stabilimento, una

fornace, un opificio isolato, ivi risiedono dei piccoli gruppi di minatori о di operai.

Fuori di queste regioni, la densità della popolazione sparsa é superiore a 2 ab.

per kmq. solo in limitate zone, nelle quali la dispersione degli abitanti é un fatto

del tutto recente: nel Campidano di Oristano, entro le due zone di bonifica tra Oristano

e il mare ed Arboréa; nella Trexenta e nel Campidano meridionale (dove

intorno a Cagliari é di oltre io ab. per kmq.) e nella zona costiera del Sàrrabus e delrOgliastra,

nonché nelle isole minori esclusa l’Asinara.

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