Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

sono com’è logico quelle dove i centri abitati sono più fitti e più popolati, sicché sono

in realtà questi ultimi che occorre prendere in considerazione.

Si deve intanto osservare che nel 1951 sono stati contati nell’isola 544 centri

abitati, ma di essi quasi la metà aveva la popolazione inferiore a 1000 ab.

e sono appunto questi, in buona parte, i piccoli centri sorti di recente, i quali

nel complesso accoglievano solo 104.071 individui. Altri 115 centri, cioè poco

più di un quinto, avevano la popolazione compresa tra 1000 e 2000 ab. e nell’insieme

accoglievano una popolazione pari al 13,1% di quella dell’intera isola. Quelli

che avevano da 2000 a 5000 ab. erano 118 e comprendevano circa un terzo della

popolazione sarda.

In complesso ben 498 centri avevano popolazione inferiore a 5000 ab., e ciò si

spiega col prevalente carattere agricolo-pastorale e minerario degli abitati della Sardegna,

nella quale è assai scarso il numero dei centri industriali e commerciali, generalmente

più popolati, che sono caratteristici di altre regioni.

I centri abitati con popolazione compresa tra 5000 e 10.000 ab. erano 33 ed in

essi risiedeva più di un sesto della popolazione sarda; appena 13 erano quelli con

più di 10.000 ab., ma vi si raccoglieva oltre un quarto della popolazione dell’isola.

Di questi centri poi soltanto 3 superavano i 20.000 ab. : Carbonia con 32.758 ab.,

Sassari con 57.351 e Cagliari con 102.992. Ad essi dal 1961 si sono aggiunti

Nùoro e Alghero.

Nonostante il numero non scarso dei centri, la loro densità è in media di uno su

443 kmq. (ossia 2,3 ogni 100 kmq.) cioè molto bassa se paragonata a quella di altre

regioni d’Italia.

Come appare dalla apposita carta, i centri abitati sono distribuiti in modo assai

disforme, in quanto a zone in cui essi sono estremamente radi, se ne contrappongono

altre nelle quali si affittiscono notevolmente.

II grado maggiore di rarefazione — meno di 2 centri ogni 100 kmq. — si trova

nella Sardegna settentrionale granitica e scistosa comprendente tutta la Gallura, l’altopiano

di Alà e le Baronie, tranne i territori di Posada e Torpè che hanno in

breve spazio piccoli, ma numerosi centri abitati. Bassa è la densità anche nel Nuorese,

nella regione intorno al Golfo di Orosei, nella Barbàgia, nell’Ogliastra (eccettuata

la piana di Tortoli), nel Gerréi e nel Sàrrabus.

I valori più elevati della densità dei centri abitati si hanno invece nella parte

occidentale dell’isola, ma le zone con meno di due centri per 100 kmq. sono anche

qui notevolmente estese e comprendono la parte costiera fra il Golfo dell’Asinara

e quello di Oristano, le zone minerarie dell’Iglesiente e del Sulcis e la parte occidentale

e meridionale del Campidano.

Ma il maggiore addensamento dei centri si trova in una zona interna, comprendente

il Campidano orientale, la Trexenta e la Marmilla, che hanno da 5 a io e

oltre IO centri su 100 kmq. Valori superiori a io si notano poi nel Sassarese dove un

gran numero di centri si addensa in breve spazio a sud di Sassari e nella Planàrgia,

tra il Montiferru e la Valle del Temo.

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