Mori - 1966 - Sardegna

geonerd

Mori - 1966 - Sardegna

In complesso tutta la metà occidentale dell’isola ha un maggior numero di centri

abitati rispetto a quella orientale, il che ricalca quanto si è visto a proposito della

densità della popolazione ed è in rapporto con la differenza delle condizioni naturali

delle due parti dell’isola, per cui il lato orientale offre un ambiente più sfavorevole

all’insediamento ed anche con la diversità delle vicende del popolamento.

La carta della distribuzione della popolazione consente pure di notare che, mentre

nella Sardegna meridionale sono le stesse zone che hanno numerosi centri ad accogliere

il maggior numero di abitanti sparsi (Iglesiente, Sulcis, Campidano meridionale),

nella Sardegna settentrionale la popolazione sparsa è più fitta in quelle regioni

nelle quali i centri sono piuttosto radi (Nurra, Gallura).

Riguardo alla distribuzione altimetrica dei centri abitati, si osserva che il loro

numero diminuisce costantemente man mano che si procede dalle zone più basse a

quelle più elevate; si passa infatti da un totale di ben i86 centri nella fascia compresa

tra о e 100 m. a 3 appena in quella tra 900 e 1000. La diminuzione non avviene

però in modo regolare; è notevole nel passaggio dalla prima alla seconda fascia dove

si hanno, rispettivamente 186 e 95 centri, ma si attenua tra i 500 e i 600 m., nella

fascia di addensamento già notata, per riprendere poi fortemente più in alto.

In complesso, oltre la metà dei centri si trova a quota inferiore ai 200 m., circa

un terzo tra 200 e 500 m. e poco più di un sesto a quote superiori. Man mano

che ci si allontana dal mare, il numero dei centri diminuisce pure fino a 25 km,

ma nella zona successiva tra 25 e 30 km., aumentano sia il numero dei centri che la

loro popolazione. A distanza maggiore di 30 km., il numero dei centri diminuisce

gradatamente e così il numero degli abitanti in essi residenti.

Nella zona più interna si hanno due soli centri. Buitei e Anela, i quali pertanto

sono in Sardegna quelli che si trovano a maggior distanza dal mare (circa 53 km.).

Ciò conferma il fatto che, per quanto non si siano ancora realizzate nell’isola

le condizioni di altre regioni litoranee e insulari italiane, i Sardi, ormai liberati

dal timore dei pericoli esterni e della malaria, sono tornati a stabilirsi in numero

considerevole lungo le coste e nelle pianure litoranee in piccoli e grandi centri, abbandonando

le alture in cui si erano rifugiati un tempo.

Per quanto riguarda l’esposizione dei centri abitati, è stato notato che prevalgono

quelli rivolti verso le direzioni intermedie della rosa dei venti e soprattutto a sudovest

e a sudest: quest’ultima è la direzione che si riscontra con maggiore frequenza.

Questo fatto non si deve tanto ad una ricerca di parti soleggiate, dato che il clima

è caratterizzato ovunque da temperatura piuttosto mite e da sufficiente insolazione,

quanto alla necessità di trovare dei siti riparati dai venti dei quadranti settentrionali

e specialmente dal maestrale, così frequente e violento.

260

More magazines by this user