Mori - 1966 - Sardegna

geonerd

Mori - 1966 - Sardegna

sacrale è anche il complesso di Monte s’Accoddi ( = cumulo) nel Sassarese, consistente

neU’imbasamento di un grande altare completato da due menhirs e da una

pietra sferica.

La complessità di alcuni di questi sepolcreti dimostra il notevole sviluppo già

raggiunto dall’organizzazione sociale dei Paleosardi e la suppellettile rinvenutavi

prova l’esistenza di correnti culturali e di traffici con l’Occidente (specie con l’Iberia),

con la Corsica e con l’Oriente durante l’eneolitico, periodo di passaggio tra l’età della

pietra e quella del bronzo, all’incirca tra il 2000 e il 1500 avanti Cristo. In questo

eneolitico sardo il Lilliu ha distinto tre culture principali: quella di San Michele

di Ozieri, quella dei circoli о di Arzachena all’estremità nord-orientale e quella

del vaso campaniforme diffusa lungo il litorale sud-occidentale. Pertanto già in

quest’epoca il quadro etnico della Sardegna doveva presentarsi piuttosto complesso.

La Sardegna nuragica.

Alla fase culturale eneolitica che non ha caratteri veramente sardi, succede l’età

del bronzo che si svolge tra il 1500 e il 1200 a. C. in cui continua la lavorazione

della pietra, ma compaiono armi e strumenti svariati di metallo. La fioritura di

questo stadio culturale è da connettere con lo sviluppo della civiltà delle genti paleo-

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Bronzetto nuragico raffigurante una madre col figlio

in braccio.

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