Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

Piante di due dimore rurali tipiche

a corte del Campidano.

ambiente dove si svolge la vita della famiglia e

dove i prodotti agricoli vengono manipolati e

trovano una prima sistemazione. La corte ospita,

al solito, addossati al muro di cinta, gli usuali

elementi del rustico cui si aggiunge « su magasinu

», ripostiglio di attrezzi e contemporaneamente

tinello. Nella cucina, qui come in molte

altre case sarde, si trova la mola per macinare

il grano mossa da un paziente asinelio,

chiamato perciò anche molenti: le mole sono

oggi però per lo più in disuso e assai ridotte

di numero perchè dal 1948 è stata proibita la

macinazione casalinga del grano.

Una variante di questo tipo, costituente

forse la più caratteristica dimora rurale sarda,

si trova nel Campidano centrale dove, per influenza

dei contigui Campidani settentrionali,

esistono dimore provviste di una corte antistante

più grande, « sa prazza manna », e di

una retrostante più piccola, « sa prazzixedda »,

adibita più che altro ad orto e con ingresso

proprio.

Altre varietà sono dovute alla duplicazione

degli ambienti in profondità e alla sopraelevazione

di alcuni degli edifici di abitazione, eseguita

in genere dalle famiglie più abbienti.

Una forma mista con corte duplice, antistante

e retrostante, e con lolla ridotta si trova

pure nella Valle del Cixerri e anche in altre

regioni collinari circostanti al Campidano, come

la Marmilla dove la dimora a corte subisce progressivi

adattamenti e soluzioni rese possibili anche dalla presenza di materiali da

costruzione rocciosi più solidi del mattone crudo.

Nel resto della Sardegna si diffonde un tipo assai diverso di dimora rurale, quello

unitario in altezza, che in unico edificio sviluppato appunto in altezza, riunisce l’abitazione

al rustico. Esso è caratteristico delle Barbàgie, dove ha il suo fulcro, ma si

estende ad est fino all’Ogliastra e ad ovest fino al Montiferru attraverso il Màrghine

e il Gocéano. Tale tipo è proprio, dunque, dell’ambiente montano e dell’alta collina

che impongono condizioni di vita e modi di adattamento che la casa puntualmente

riflette. Nell’ambiente pastorale barbaricino è ancora diffusa la casa elementare,

costruita con blocchi granitici rozzamente intonacati che ripete gli elementi della

capanna del pastore, ma nei villaggi della parte centrale dominano dimore tradizio-

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