Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

fisionomia agricola о agricolo-pastorale : si tratta di una settantina di villaggi costituitisi

nel Campo Coghinas, tra cui Codaruina e Trinità d’Agultu, quelli formatisi

nelle piane tra Olbia e Posada come San Teodoro e Tanaunella e infine quelli sorti nel

Sulcis, come Nuxis e Piscinas. Pure spontaneo fu l’insediamento di pescatori liguri,

napoletani e ponzesi lungo i litorali sardi, che essi frequentavano e frequentano stagionalmente

stabilendosi in molti centri già esistenti e fondandone qualcuno nuovo come

Stintino e Golfo Aranci. Ma centri costieri ben più numerosi sono sorti, negli ultimi

decenni, come centri di villeggiatura balneare analogamente a quanto era avvenuto

sul continente: si tratta di marine, in parte sdoppiatesi da vecchi abitati retrostanti,

(come quelle di Bosa, Oristano, Santa Lucia di Siniscóla, Sorso, Orosei) e come è

lo stesso Lido di Cagliari, cioè il Poetto) e in parte maggiore formatesi ex novo, come

Santa Caterina di Pittinuri, Sa Caletta, Cala Gonone, Santa Margherita di Pula e

varie altre.

Anche nell’interno, l’ultimo cinquantennio ha visto sorgere numerosi centri

nuovi in rapporto con l’attività mineraria e con le opere di bonifica.

L ’industria estrattiva ha fatto sorgere a varie riprese non meno di 35 centri minerari

nelle principali regioni minerarie dell’isola e tra essi una quindicina nell’Iglesiente,

una diecina nella zona di Montevecchio-Ingurtosu, altrettanti in epoca recente

nel Sulcis e solo un paio nella Nurra. I nomi della cittadina di Carbónia —

che è il più grande di tutti — di Gonnesa, di Monteponi, di Buggerru, di Montevecchio

sono ben noti, ma ad essi se ne aggiungono tanti e tanti altri. Per avere un’idea dell’importanza

che ha avuto l’attività mineraria per la formazione di centri nuovi.

Fot. Bromofoto

La « marina » recente di Bosa

e il porticciolo contiguo.

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