Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

ferroviarie come Chilivani, e di incroci stradali. L ’evoluzione recente dell’insediamento

umano in Sardegna è stata dunque considerevole ed ha avuto un’intensità

che ha pochi riscontri in altre regioni italiane, sia perchè maggiore che altrove è

stato nell’isola lo spopolamento, sia perchè esso è perdurato fino ad epoca recentissima,

sia perchè più numerosi vi sono stati i motivi spontanei e guidati del reinsediamento,

che hanno portato alla situazione attuale.

Un confronto tra il numero e l’ampiezza demografica dei centri abitati quali risultano

dal quadro statistico inserito nella « Descrizione della Sardegna » dell’Arciduca

Francesco d’Austria-Este, risalente al 1812, e quelli offerti dal censimento del 1951

permette di cogliere le profonde modificazioni in esse sopravvenute non solo nel

numero (passato da 363 a 544) ma nelle classi di ampiezza, essendo ben più che raddoppiati

(da 118 a 279) i centri con oltre 1000 ab. e quintuplicati quelli di oltre

5000 abitanti.

C l a s s i d i a m p i e z z a d e m o g r a f i c a d e i c e n t r i .

A n n i

Meno

di 500

ab.

500

1000 ab.

1000

2000 ab.

2000

5000 ab.

5000

10.000 ab.

10.000

30.000 ab.

30.000

50.000 ab.

50.000

100.000 ab.

Più di

100.000 ab.

N.

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migl.

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1812 164 SI 81 69 6 0 99 so 142 6 46 2 48 — — — — — —

1951 179 39 86 6s 115 167 118 368 33 222 I O 136 I 33 I S7 I l O I

E da notare la grande scarsezza di sedi umane con oltre 30.000 ab. e in genere

il piccolo numero di vere città, per cui la Sardegna contende il primato alla Basilicata.

Ciò è in rapporto con la scarsezza della popolazione e la vita segregata dei

gruppi umani, con il conseguente attardamento economico e culturale e quindi con

la tenuità delle attività economiche e culturali.

Per un’analisi approfondita dei caratteri morfologici e strutturali dei centri

abitati si deve prendere anzitutto in considerazione la loro posizione topografica,

che ha in Sardegna alcuni caratteri originali. A questo proposito si può facilmente

osservare che, rispetto al considerevole sviluppo delle coste sarde, i centri litoranei

sono poco numerosi : complessivamente i centri propriamente costieri sono solo

una trentina, in media uno ogni 65 km. di costa. Si tratta, come si vede, di un numero

assai esiguo soprattutto se confrontato con quello della Sicilia che, con un perimetro

costiero minore, ha un centinaio di centri abitati sulle rive del mare. La loro distribuzione

è assai irregolare trovandosi essi frequenti in alcune zone, come lungo le

coste della Gallura e del Sulcis, e in altre assai radi, come avviene lungo il tratto tra

Cagliari e Olbia.

Una ventina di centri costieri si trovano su coste basse e tra essi si devono annoverare

la città di Cagliari, Carloforte, Olbia e Golfo Aranci oltre alle « marine »

formatesi nell’ultimo secolo per lo sdoppiamento di centri esistenti più all’interno.

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