Mori - 1966 - Sardegna

geonerd

Mori - 1966 - Sardegna

Il Nuraghe Oes presso Torralba. Veduta,

pianta e sezione, da un rilievo

ottocentesco.

'k_

starono una tale diffusione e perfezione e furono accompagnati da tali manifestazioni

culturali da poter essere considerati come il documento più significativo della capacità

creativa delle antiche genti sarde.

Questi strani edifici a torre furono elevati sul declinare del periodo eneolitico

dal 1400 a. C. fino al 200 a. G. ed ebbero la massima fioritura dall’V ili al VI secolo

avanti Cristo. Con le loro moli poderose i nuraghi sembrano sfidare il tempo, dànno

grandezza solenne alle distese deserte, coronano audacemente colli e rupi, si allineano

lungo ciglioni e pendici, sì da costituire un elemento essenziale del paesaggio

sardo. Per quanto variabili per dimensioni e complessità essendo stati costruiti ed

essendosi quindi evoluti durante il lunghissimo periodo intercorrente tra i tempi

prefenici e quelli romani, i nuraghi sono riconducibili ad un unico schema costruttivo

la cui parte essenziale è un torrione di forma tronco-conica alto una ventina di

metri, fatto di grossi blocchi squadrati di roccia (basalto о calcare о trachite о granito

che sia) sovrapposti ordinatamente e non cementati tra loro, munito di feritoie

e con una porta architravata chiudibile dall’interno, guardata da una nicchia posta

alla sua destra. L ’interno è a uno о due piani, con una scala a spirale ricavata nello

spessore del muro e con le volte delle camere ottenute con anelli di pietre progressivamente

aggettanti verso l’interno fino ad un’apertura terminale chiusa da una

pietra nel piano inferiore mentre in quello superiore la cupola si appiattisce a formare

la terrazza con cui il nuraghe quasi sempre termina. Nessuna iscrizione vi è

stata mai trovata, sicché dell’epoca nuragica non ci sono pervenute purtroppo scritture

atte a fornire elementi sulla lingua, sulla civiltà, sulle vicende dei Protosardi.

18

More magazines by this user