Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

calcari miocenici. Sono invece relativamente più rari sui graniti e sugli scisti paleozoici,

fatta eccezione per due piccoli gruppi che si tro/ano nella Gallura e nel

Gennargentu.

Tra i villaggi di ripiano si distinguono quelli che hanno margini piuttosto ripidi,

sicché non sono facilmente collegati con le sottostanti pianure, e altri posti alla base

di rilievi tabulari basaltici, nella zona di raccordo tra questi e la sottostante pianura.

Tali centri, un esempio dei quali è dato da Gésturi, sorgono in zone ricche di sorgenti

che sgorgano alla base dell’altopiano. Questa ultima posizione offre appunto il

vantaggio di godere di sorgenti sgorganti al contatto dei basalti coi calcari marnosi

sottostanti e inoltre di avere facili rapporti sia col vicino altopiano, per lo più sfruttato

a pascolo, che con le sottostanti pianure, generalmente molto fertili. Inoltre tale posizione

permetteva in passato agli abitanti di rifugiarsi rapidamente sull’altopiano,

quando qualche minaccia incombeva su di loro.

Molto minore è il numero di centri di sommità (55 in tutto), perchè, se essi godono

di condizioni topografiche favorevoli, specie nel passato, sono i più soggetti all’azione

dei venti e spesso non hanno vicino delle zone pianeggianti coltivabili. Ciò si verifica

anche per quei centri di sommità situati su altopiani, dato che questi sono in

genere ben poco fertili. Questi centri di altopiano sono complessivamente una quarantina

e si trovano quasi tutti nella Sardegna sud-occidentale, tra il Montiferru-

Màrghine e il Sassarese. Alcuni di essi sono di notevole importanza, come Paulilàtino

situato nel pianoro basaltico del medio Tirso, mentre sono di modesta entità quelli

che si trovano nella Planàrgia. Si trovano pure numerosi sugli altopiani calcarei nordoccidentali

e Sassari stessa è distesa su un altopiano calcareo miocenico.

Centri abitati di questo tipo non hanno per lo più dimore molto addensate tra

loro, dato che la superficie pianeggiante dell’altopiano consente una facile espansione

dell’abitato. Ma parecchi di essi sorgono sul ciglio di altopiani come Norbello, Zuri,

Soddi, Sédilo, posti al margine dell’altopiano di Abbasanta, che si affaccia sul lago

del Tirso, e gli altri lungo il margine basaltico della Planàrgia (Tinnùra, Flussio,

Magomàdas, Tresnuràghes). Questa particolare ubicazione marginale è assai favorevole

poiché anche in questo caso gli abitanti possono non solo utilizzare i pascoli

degli altopiani, ma anche praticare l’agricoltura nelle sottostanti pianure.

Tra i centri di sommità sono anche da ricordare i centri di sprone, una decina

in tutto, per lo più piccoli per la ristrettezza dello spazio, tranne Orune e Villasalto;

pochi centri di sella la cui posizione fu determinata da ragioni di difesa più che per

controllo di passaggi obbligati, come Ulàssai; pochi centri di poggio, tutti nella Sardegna

settentrionale, come Luras e Osilo; e un unico centro di dorsale che è Nùoro

e precisamente il nucleo più antico della città. Infatti si nota che la strada principale

segue proprio sulla dorsale la linea di spartiacque ma in epoca recente la città si è

molto estesa, espandendosi con le sue parti nuove sulle pendici sottostanti.

La posizione topografica dei centri abitati si riflette, naturalmente, sulla loro forma e

sulla loro struttura, su cui però hanno infinito in modo spesso decisivo i fattori antropici

caratteristici di varie epoche e che perciò si sono spesso evolute nel corso del tempo.

19 — Le Regioni d'Italia - Sardegna.

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