Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

Nelle zone di montagna, dove son disponibili pietre da costruzione, le abitazioni

hanno maggiore consistenza e stabilità e pertanto il motivo più importante dell’addensamento

è stato la ristrettezza dello spazio a disposizione.

Infine tra i fattori determinanti la compattezza della pianta dei centri sardi è da

porre anche la preoccupazione della difesa che fu fortemente sentita in passato in

conseguenza delle numerose guerre e delle scorrerie barbaresche.

È certo però che non si può attribuire a questa sola causa l’addensamento delle

dimore e la pianta compatta dei centri, dato anche che si trovano villaggi di forma

regolare e allungata con strade abbastanza ampie, come avviene qua e là nel Campidano

e soprattutto nel Sassarese. La presenza di questi ultimi non si accorda neppure con

l’idea espressa da alcuni i quali ritengono che nei centri sardi le dimore sono tanto

addossate le une alle altre e le strade così strette per attenuare gli effetti delle radiazioni

del sole e per dare ombra, come avviene in altri paesi del Mediterraneo. Ma

anche questa ipotesi non si può scartare a priori, ed ha certamente influito sulla

pianta dei centri urbani, il che porta a concludere che a determinare questa particolare

struttura dei villaggi debbono essere intervenute diverse cause.

Oltre che essere strettamente addossate le une alle altre, le case dei villaggi sardi

sono anche disposte in modo quanto mai disordinato, sicché la loro pianta risulta

assai irregolare, con un dédalo intricato di viuzze strette e contorte ben visibile nei

grossi centri del Campidano. Esse sembrano avere la sola funzione di permettere

la circolazione nell’interno dell’abitato e quella di dare accesso alle singole abitazioni,

tanto è vero che spesso sono tutte delle stessa ampiezza, mentre viene a mancare la

funzione di collegamento di queste strade con quelle esterne, come se il villaggio

fosse avulso dalle circostanti campagne e dai villaggi vicini.

Questa grande irregolarità della pianta è caratteristica non solo dei centri piuttosto

piccoli, ma anche di quelli più grandi ed economicamente più evoluti, come

appare osservando la planimetria della cittadina di Quartu Sant’Elena, che è forse

quello maggiore. Vi si nota infatti un nucleo più antico a quadrilatero irregolare,

molto compatto per le sue strade strette e le dimore addossate e disposte senza alcun

ordine, ed intorno ad esso la parte moderna, con vie ortogonali che si dirigono in

varie direzioni e perciò con minore densità di abitazione.

Se la pianta compatta e irregolare è quella più frequente e normale nei centri

abitati di origine medievale, non mancano dei casi in cui la pianta è regolare, sia con

strade ortogonali e forma per lo più allungata, sia con strade divergenti da un centro,

cioè con pianta di tipo radiale. I centri con pianta regolare allungata sono più frequenti

nella Sardegna settentrionale e non è facile stabilirne le origini. Talvolta può

essere stata la presenza di un motivo fisico, come un terrazzo alluvionale о semplicemente

un corso d’acqua, a favorire la forma allungata e la disposizione delle dimore

e quindi delle strade in diverse file parallele, come sembra essere il caso di

Terralba, centro agricolo del Campidano di Oristano.

Allorché le strade hanno andamento radiale, al centro del villaggio esiste una piazza,

nella quale si trovano spesso la chiesa e il mercato, da cui si irradiano piccole vie

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