Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

Le stesse osservazioni valgono per l’altra bella serie impostata lungo una direttrice

orografica, comprendente i centri montani dell’Ogliastra susseguentisi tra Jerzu

e Villagrande Strisàili e di cui fanno anche parte Ulàssai, Osini, Càiro, Lanusei e

Arzana.

Nella zona dei pianori trachitici e basaltici e degli apparati vulcanici del Logudoro,

si nota una caratteristica disposizione ad anello nei villaggi intorno a rilievi

isolati simile a quella che già si è osservata per la Giara. Così intorno al Monte Pelao

sorgono i centri di Bonnànaro, Во rutta, Torralba, Cherémule, Thiesi, Bessude. Invece

nella Planàrgia si trova una breve, ma fitta serie di centri al margine dell’altopiano

basaltico.

Diverso carattere hanno le serie che si trovano in corrispondenza dei massicci

montuosi orientali in cui occupano posizioni periferiche. Nel caso del Gennargentu,

lungo i versanti occidentali, si ha un allineamento di centri che ha inizio con Núoro

e prosegue verso sudovest con Oniferi, Grani, Sarule, Olzai, Teti, Austis fino a Sórgono,

Meana e Làconi. Come altrove, questo ambiente montano, a fianchi profondamente

incisi, ha dato una fisionomia particolare a molti villaggi, ciascuno dei quali è

costituito da gruppi di abitati minori costituenti un’unica comunità; si tratta di centri

multipli о polimerici i cui migliori esempi sono offerti da Désulo, costituito dagli abitati

di Asuai, Issiria e Ovolaccio, e da Tonara, formato dagli abitati di Teliseri, Ilalà,

Tóneri e Arasulè.

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