Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

tadino si servono quotidianamente: bicchiere, ciotole, recipienti per polveri da sparo,

borracce ecc. Su questi oggetti essi stessi hanno stilizzato le figure di un mondo singolarmente

primitivo, ma non privo di bellezza e di eleganza, come belli ed eleganti

sono i prodotti ceramici dei figuli oristanesi, raro esempio di tenacia della tradizione,

poiché riportano anche a prototipi punico-romani. Per tutta questa produzione,

compresa quella interessantissima della oreficeria, gli interrogativi sulle origini sono

sempre i medesimi e conducono alle stesse conclusioni : un fondo indigeno, uno legato

al fiorire dell’arte bizantina prima e romanica poi, forse qualche influsso moresco

(come nel caso dei calci degli antichi archibugi) ma mutuato per via ispanica ed

infine notevoli legami anche con l’ornamentazione rinascimentale, barocca e neoclassica.

Per taluni amuleti, pendenti, spuligaentes (stuzzicadenti in argento), orecchini

ecc., si possono intravvedere forse perfino elementi indigeni di origine più

antica. Secondo alcuni, sarebbe possibile riconoscere nei bottoni gemini da collo e

da polso il simbolo del seno di Tanit; ugualmente la ricchezza dei campanellini nella

gioielleria sarda è anche probabile che si riallacci ai tintinnabula apotropaici.

Notevoli spunti di studio offrono anche altri settori dell’arte sarda, come quelli

dei cuoi lavorati, dei ferri battuti, quali appaiono nei picchiotti delle porte, nei copriserrature,

nelle arreccias (grate) delle pittoresche finestre del Campidano, nei cancelli,

nelle ringhiere, che ci riportano tutti, più о meno, a scaturigini catalano-ispaniche.

Il comportamento di fronte alla società e la delittuosità.

I caratteri peculiari della psiche e della morale sarda, le costumanze connesse col

persistere di antichi generi di vita, le attardate e depresse condizioni economicosociali

insieme con le vicende storico-politiche e con le caratteristiche dell’ambiente,

sono i fattori che determinano il comportamento dei Sardi di fronte alla società e

alla giustizia civile. Comportamento che si distingue per aspetti singolari che vale

la pena di accennare perchè la delittuosità ha grande significato come scandaglio della

struttura sociale di un paese e come indice del grado stesso di socialità. Per la Sardegna

è importante considerare che il sentimento sociale inteso in senso generale è assai poco

sviluppato, mentre come è stato notato, è sviluppatissimo il sentimento individuale,

di famiglia, di gruppo e di paese il che produce scarsa solidarietà e frequenti antagonismi.

Ne consegue che la criminalità, assai più che da delitti contro la moralità,

la famiglia e il buon costume e i furti comuni, è rappresentata, come riconosce

l’insigne penalista Gonario Pinna, dalle rapine e dai furti di bestiame, dalle estorsioni,

dai sequestri di persona a scopo di lucro, dai danneggiamenti (specialmente

di bestiame) dagli incendi dolosi e dal pascolo abusivo: cioè da delitti che colpiscono

il patrimonio о a scopo di lucro e a scopo di vendetta. Questo accade soprattutto nella

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