Mori - 1966 - Sardegna

geonerd

Mori - 1966 - Sardegna

C apitolo U ndicesim o

L ’A G R IC O LTU R A E L ’ALLEVAM ENTO

NEI LORO ASPETTI GEOGRAFICI

La formazione della proprietà fondiaria e le vicende del paesaggio agrario.

Il quadro che anche oggi la Sardegna offre nelle sue strutture economiche e

particolarmente in quelle agricolo-pastorali conserva tali tracce di ordinamenti e

consuetudini antiche che non ne è possibile la comprensione senza rifarsi alle condizioni

passate. Queste, del resto, sono durate molto a lungo per la difficoltà di intervenire

dall’esterno su di un’organizzazione secolare, dettata dalle particolari condizioni

ambientali e da vicende storico-sociali, onde modificarla secondo schemi

tracciati per paesi differenti per natura, genti e cultura. Nelle epoche passate, l’economia

sarda è sempre stata, come in parte è ancora, prevalentemente pastorale e

ad essa si è accompagnato come naturale conseguenza il godimento collettivo delle

terre che si adattò, senza però scomparire, all’ordinamento fondiario latifondistico

romano. Esso però acquistò nuova importanza in epoca giudicale, tanto è vero che

è ben documentato dalla Carta de Logu e dai Condaghi, e venne rispettato dalle

dominazioni pisana e genovese, le quali, sebbene cercassero di favorire la formazione

della proprietà privata, compresero la necessità di conservare gli originari istituti

giuridici, bene adatti alle condizioni dell’epoca e ne avrebbero forse favorito la trasformazione

graduale, anche per lo svilupparsi di attività industriali e commerciali,

se la loro opera non fosse stata interrotta dalla conquista aragonese e dalla conseguente

instaurazione di quel rigido sistema feudale che soffocò a lungo ogni energia e si

conservò immutato fino al principio del secolo scorso.

Occorre riferirsi dunque all’ordinamento fondiario medievale per riconoscere la

parte che esso ha avuto nella formazione dei paesaggi agrari attuali e i suoi riflessi

sull’economia rurale.

359

More magazines by this user