Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

dovuti alle variazioni del reddito unitario, ha avuto la produzione che fin dal secolo

scorso è progressivamente aumentata fino a raggiungere quasi i 2 milioni e mezzo

di quintali come media del triennio 1936-38 per poi decrescere nel triennio 1959-61

a 1,8 milioni di quintali.

Ma la quantità del prodotto è soggetta a forti variazioni collegate con le vicissitudini

climatiche e particolarmente col fenomeno della « stretta » e con la variabilità

e irregolarità delle precipitazioni. Tra due anni consecutivi e con superficie coltivata

press’a poco uguale, è accaduto che la produzione si sia perfino dimezzata, come

nel 19 11 e nel 1912 in cui si è passati da 2,2 a 1,2 milioni di q. ; ma oscillazioni

dell’ordine di 1/4 del totale sono abbastanza frequenti e tale è stata appunto

quella verificatasi tra il i960 e il 1961, in cui la produzione è scesa da 2 a 1,58 milioni

di quintali. Altro carattere è, oltre all’irregolarità, anche l’esiguità del reddito,

che oscilla in media tra i 7 e i 12 q./ha., ma può scendere anche a 5, ed è

sempre inferiore alla media nazionale (18-20 q., ma 8-10 per il grano duro) e tra i

minimi regionali. Peraltro le differenze tra le varie parti dell’isola sono sensibili,

tanto che nel 1963 i valori oscillarono tra un massimo di 12,2 q. nella provincia di

Cagliari e un minimo di 10,3 in quella di Sassari, il che è in rapporto con la zonatura

Fot. Mori

Cerealicoltura intensiva nei campi aperti della Trexenta.

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