Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

5200 ha. e ha dato 130.000 q. di prodotto, quasi tutto esportato come primizia e

che è destinata pertanto a svilupparsi ulteriormente. Da notare infine la produzione

di cocomeri e poponi, notevole nell’Oristanese, che dà oltre 300.000 q. di prodotto.

Delle piante industriali la coltura del lino è praticamente scomparsa (appena

54 ha. nel 1961); quella del cotone è ancora allo stato sperimentale; quella del

tabacco pur avendo notevoli possibilità è caduta a 30-40 ha. con una produzione

di poche centinaia di quintali e infine quella dell’arachide è poco più che una curiosità.

Ma la coltura della barbabietola da zucchero, iniziata solo nel 1953 nei terreni

irrigui della piana di Arboréa, ha acquistato rapidamente una considerevole importanza

anche in pieno campo per lo spostamento della semina all’autunno, tanto da

divenire per massa di prodotto la principale pianta da rinnovo dell’agricoltura isolana.

Estesa all’inizio appena 865 ha. con 216.000 q. di prodotto, nel i960 la superficie

era assai più che quadruplicata (circa 4000 ha.) poiché si era estesa nei comprensori

di bonifica irrigata e soprattutto in quelli intorno a Oristano, nel Campidano centrale

e nella Nurra algherese, ma la provincia di Cagliari dà i 9/10 della produzione. Il rendimento

è stato nei primi anni superiore alla media italiana ma si è poi flesso sui 210-

230 q. per ha. rimanendo pur sempre il più elevato dell’Italia meridionale; si è giunti

così a ricavare nel 1959 una massa di 1.239.000 q. di prodotto, successivamente con-

Fot. Mori

Colture di fiori a Casa Sea, presso Alghero.

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