Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

Fot. Mori

La cantina sociale di Sorgono,

una delle tante sorte di recente.

In definitiva, la viticoltura sarda è oggi in piena espansione, ma deve essere

ancora dimensionata razionalmente dando opportuno sviluppo alla produzione di

uva da tavola e in rapporto col problema riguardante i vini tipici, che si può

risolvere solo dando uniformità e maggiore consistenza alla produzione delle qualità

di uve occorrenti per prepararli.

La coltura deH’oliuo ha importanza e diffusione assai minore malgrado la presenza

di olivastri in quasi tutte le parti dell’isola al disotto degli 800 metri.

Ciò è dovuto alla sua origine più recente e agli ostacoli posti all’arboricoltura

dal godimento collettivo delle terre. Secondo il Fara i primi oliveti si costituirono,

almeno nel Capo di Sopra, verso la metà del Cinquecento, ma si estesero soprattutto

nel secolo seguente per effetto delle provvidenze legislative spagnole, e in particolare

di quelle emanate nel 1624 che obbligavano ogni suddito che pagava il fuocatico

a innestare ogni anno io olivastri ovunque essi esistevano e per insegnare

l’arte dell’innesto furono fatti venire specialisti da Maiorca e da Valenza. Ulteriori

progressi furono ottenuti con provvidenze simili prese nel 1806 dal governo piemontese

su cui si ricalcano anche le direttive attuali. Sicché è stato giustamente

osservato che in Sardegna lo sviluppo dell’olivicoltura è stato sempre strettamente

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