Mori - 1966 - Sardegna

geonerd

Mori - 1966 - Sardegna

Pertanto, la limitata produzione attuale (571.000 tonn. nel 1963) che rappresenta

pur sempre circa metà della quantità e un terzo del valore dei minerali scavati in

Sardegna, è destinata prossimamente ad accrescersi molto, semprechè non sia troppo

forte la concorrenza degli olii minerali.

I prodotti delle cave, le acque minerali e le saline.

Alla produzione mineraria, si aggiunge quella non trascurabile delle cave, costituita

da materiali svariati e abbondanti per un complesso di 3,7 milioni di tonnellate

del valore di 2,7 miliardi di lire. Le rocce più utilizzabili sono i basalti e le trachiti,

soprattutto nella parte occidentale dell’isola, abbondanti calcari, usati per oltre

metà per calce e cemento, argille, sfruttate di frequente per l’industria dei laterizi

e terrecotte, e in modo caratteristico il granito, scavato in una trentina di località

situate lungo la costa gallurese e soprattutto nell’isola de La Maddalena, le cui cave

erano in passato assai note, ed anche a Capo Carbonara.

Un certo interesse ha lo sfruttamento delle ossidiane perlitiche о perliti, che si trovano

in colate alle falde del Monte Arci e che, avendo attitudine ad espandersi

quando sono riscaldate e a dare un prodotto leggerissimo, trovano impiego sempre

più largo nelle costruzioni e nelle industrie chimiche e metallurgiche. Discreto avvenire

ha pure la produzione di marmi che si trovano in varie località, tra cui Monte

Doglia, Monte Lupano e Monte Ualla.

Le sorgenti termali e minerali dell’isola sono numerose e talvolta cospicue sì da

costituire un patrimonio importante che però è ancora poco conosciuto e non adeguatamente

sfruttato. Tra esse le più e meglio utilizzate sono quelle bicarbonatosodiche

di Sàrdara, ove a Santa Maria de is Abbas (Santa Maria delle Acque) sorge

un importante stabilimento termale assai frequentato fino dall’antichità (le Thermae

Neapolitanae dei Romani); segue lo stabilimento di Casteldoria, sul Coghinas e,

ad una certa distanza, quelli molto modesti di San Saturnino presso Benetutti e

di Fordongianus.

Tra le sorgenti minerali fredde, le meglio sfruttate sono alcune di quelle aciduleferrugginose

e alcaline del Logudoro e cioè le sorgenti di Santa Lucia di Bonorva e

di San Martino presso Codrongianus, che forniscono acque da bibita, imbottigliate

e diffuse in tutta la Sardegna (circa 80.000 q. del valore di 180 milioni).

Infine è da considerare la produzione del sale marino, per cui la Sardegna ha avuto

in tutti i tempi grande importanza, non solo in Italia, ma nell’intero mondo mediterraneo.

Dotata di condizioni naturali assai favorevoli per l’industria saliniera, per

la presenza di numerose lagune e stagni costieri, per il suo clima asciutto e per la

sua posizione commercialmente favorevole, l’isola ha avuto sempre nel sale uno dei

principali prodotti di esportazione.

More magazines by this user