Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

quelli zinciferi andarono per tre quinti nel Belgio e per il resto in Francia, Austria

e Germania. Gli inizi della metallurgia sarda riguardano il trattamento dei minerali

poveri di piombo per cui, oltre alle vecchie modeste fonderie di Villacidro, Domusnovas

ed altre minori, fu impiantata a Monteponi una fonderia, destinata ad acquistare

la grande importanza che ha oggi. Invece il primo impianto nazionale per il

trattamento termico delle calamine sorse, sempre ad opera della Monteponi a

Vado Ligure.

Una vera industria metallurgica sarda ha potuto prendere sviluppo quando la

costruzione delle due centrali idroelettriche del Tirso e del Coghinas ha messo a

sua disposizione le ingenti quantità di energia elettrica necessarie.

Sorgono infatti poco dopo: l’officina per l’elettrolisi dello zinco di Monteponi

(1926) e qualche anno più tardi (1932) la fonderia di piombo di San Gavino Monreale,

per opera della Società Italiana del Piombo (fondata dalla Monteponi e dalla

Montevecchio), la quale lavora i minerali di quest’ultima e che è la maggiore d’Italia,

avendo una capacità che le consente il trattamento dell’intera produzione di piombiferi

sardi. Nella stessa epoca la metallurgia dello zinco veniva potenziata con la

messa in marcia in continente di altri impianti, e cioè quello della Pertùsola per lo

zinco elettrolitico a Crotone, quello di Porto Marghera per il trattamento delle

blende di Montevecchio e un analogo impianto dell’A.M .M .I. a Ponte Nossa presso

Bergamo, dato che in queste località vi è larga disponibilità di energia elettrica a

prezzo conveniente. Tali istallazioni, aggiunte alle precedenti, hanno portato la capacità

produttiva di zinco metallo a 40.000 tonn. annue, pari al fabbisogno nazionale

di quel tempo.

Gli impianti su cui poggia l’attività metallurgica propriamente sarda sono dunque

quelli di Monteponi e di San Gavino, cui si aggiunge lo stabilimento di Villasalto

per la metallurgia dell’antimonio. A Monteponi si trova un grosso complesso costituito

da una fonderia di piombo che ha una capacità di oltre 9000 tonn., ma che ne

produce 5-6000 insieme a 3-4000 kg. di argento; un impianto per il trattamento

elettrolitico delle calamine ferrugginose della capacità di 8000 tonn. di zinco, la cui

produzione si aggira sulle 6-7000 tonn. di metallo, cui si aggiungono 15-20.000 kg.

di cadmio; una fabbrica di bianco di zinco che ne produce 1500-2000 tonn. e infine

una fabbrica di acido solforico che utilizza la pirite locale e che serve per l’elettrolisi

dello zinco. Più grande ancora, anche se meno complesso, è lo stabilimento di

San Gavino, ove lavorano circa 300 operai, che tratta solo minerali piombiferi e

produce 15-16.000 tonn. di piombo, 10.000 kg. di argento e un centinaio di tonnellate

di rame di recupero. Infine nel piccolo impianto di Villasalto si ricavano

250-300 tonn. di antimonio, circa 800 tonn. di piombo antimoniale e vari composti

dell’antimonio (ossidi, solfati, ecc.).

In complesso si produce in Sardegna circa la metà del piombo e dell’argento

nazionale, tutto l’antimonio, ma solo l’8% dello zinco perchè, come si è visto, la

maggior parte degli zinciferi (125-130.000 tonn.), viene lavorata in continente о

esportata, non essendo tutto sommato conveniente lavorarli nell’isola, anche per

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