Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

Ancora modesta importanza ha, invece, l’industria delle conserve vegetali che

conta solo pochi stabilimenti, più che altro per la fabbricazione della conserva di

pomodoro a Codaruina, ad Alghero e a Tramatza nel Campidano di Oristano, ma

un’altra è sorta di recente a Serramanna. E ancor meno importanti sono quelle delle

conserve di pesce, rappresentate dalle fabbriche di sardine in scatola di Porto Torres

e Alghero e dagli impianti annessi alle tonnare, e quella della lavorazione delle carni,

con modesti impianti a Chilivani e ad Abbasanta.

Per completare il quadro delle industrie alimentari è da ricordare una fabbrica

di birra, posta nei pressi di Cagliari e che produce oltre 120.000 hi. annui

della bevanda.

Delle altre industrie spicca per originalità e per una certa importanza su piano

nazionale quella del sughero, che conta vari opifici soprattutto in Gallura e principalmente

a Calangianus, seguito da Aggius, Tempio, Olbia e Berchidda e poi anche

ad Abbasanta e Iglesias. Essi però si limitano per lo più ad una prima lavorazione

che riguarda circa un quarto del sughero prodotto nell’isola, perchè per la maggior

parte il prodotto è esportato allo stato grezzo essendo il trasporto degli oggetti finiti

costoso, il che avvantaggia le similari industrie continentali. Comunque l’industria

è in via di riorganizzazione e potenziamento.

Pure interesse nazionale ha l’industria dei refrattari silico-alluminosi, che si svolge

in due stabilimenti a Cagliari.

Sviluppo considerevole ha assunto l’industria dei materiali da costruzio?ie in rapporto

con l’intensa attività costruttiva sviluppatasi soprattutto nei centri principali

e a cui attendono un migliaio di unità locali con 15.000 addetti: oltre ai tre cementifici

già ricordati, fabbriche di laterizi nel Cagliaritano e nell’Oristanese, di elementi

in cemento, di prefabbricati, di ceramiche da rivestimenti (due stabilimenti)

e di infissi metallici a Cagliari, ecc.

Il settore della chimica ha qualche impianto degno d’essere ricordato, come quello

per la fabbricazione di ammoniaca sintetica al Coghinas, usata ad Oschiri insieme

all’acido solforico (120.000 q.) per la produzione di concimi azotati (100.000 q. di

solfato ammonico) e l’altro per la produzione di perfosfati a Cagliari. Ad essi si

aggiungono vari stabilimenti minori per gas compressi e gas combustibile (6 milioni

di metri cubi e 8000 tonn. di coke ricavati da 15.000 tonn. di carbon fossile), ipoclorito

di sodio, saponi, un colorificio a Cagliari, ecc. Invece nel campo della meccanica

pochissimi sono gli impianti che superino le dimensioni artigianali della semplice

officina e tra essi a Cagliari quello delle Eerrovie dello Stato per riparazioni

e manutenzione del materiale e una modesta fonderia di ferro e ghisa. L ’industria

conciaria un tempo fiorente a Sassari, a Bosa e in varie località, si è ora contratta

anche come attività artigiana. È infine da segnalare la Manifattura Tabacchi di Cagliari,

che lavora oltre 800.000 kg. di tabacco, fabbricando soprattutto sigarette.

Occorre osservare che, pur se di modesta importanza complessiva, le attività

industriali sarde si sono venute addensando in alcune località più favorite e prima

di tutte attorno a Cagliari e in minor misura a Porto Vesme, intorno a Oristano e

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