Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

a Porto Torres, sicché si è venuta configurando una zona industriale cagliaritana

e tre о quattro nuclei industriali periferici.

Questo quadro, offerto dalle industrie sarde nel 1961 e risultato di una riorganizzazione

e di una prima spinta all’evoluzione, ha avuto negli ultimi quattro anni

decisive aperture mediante la realizzazione di nuove importanti iniziative industriali

atte a determinare una vera rottura del circuito chiuso dell’economia sarda tradizionale

con la costituzione di un’industria di base ancora mancante. Ciò è dovuto

a poderosi incentivi consistenti soprattutto in massicci finanziamenti concessi dal

Credito Industriale Sardo, anche per conto della Regione Sarda e della Cassa del

Mezzogiorno, per un totale di ben 129 miliardi per il solo periodo 1961-64.

Si sono venute così a concretare iniziative per un complesso di investimenti

di 212 miliardi con una serie di impianti, di cui alcuni già costruiti e funzionanti

e molti in costruzione nella vasta « area di sviluppo industriale » di Cagliari

già istituita e comprendente tutto il Campidano meridionale (22 Comuni con

300.000 ab.), nella zona industriale Sassari-Porto Torres e nei nuclei di industrializzazione

di Tortoli-Arbatax, del Sulcis, di Oristano e di Olbia, tutti favoriti

da disponibilità di energia, presenza di varie materie prime e dotazione di infrastrutture.

L ’opera più importante e con significato che supera il quadro regionale è stata

realizzata nel Cagliaritano e consiste in una grande raffineria sorta a Sarròch ad

opera di una società sarda (la S.A.R.A.S.) e già entrata in funzione, che lavorerà

annualmente 6 milioni di tonnellate di petrolio greggio, esporterà 5,5 milioni di tonnellate

di prodotti raffinati e passerà il resto ad un grande complesso petrolchimico

della Rumianca appena costruito tra Sarròch e Cagliari. Esso si pone come industria

motrice, capace di determinare un nuovo assetto economico-industriale dell’area,

così come è avvenuto ad Augusta in Sicilia. La raffineria di Cagliari fornisce pure

prodotti della raffinazione ad un secondo impianto petrolchimico a Porto Torres

per la produzione di resine sintetiche e prowederà anche ad alcune altre fabbriche

di cui due sono in costruzione a Villacidro e a Siniscola, per la produzione del

nylon e tessuti misti di nylon e lana. Una seconda raffineria di minore importanza

sta sorgendo a Porto Torres.

Si è dunque costituita intorno a Cagliari ed ha già avuto pieno riconoscimento

giuridico e relativa delimitazione un’area di industrializzazione ove si trova il principale

addensamento industriale dell’isola. Basti pensare che tra il 1951 e il 1961

vi si è verificato un aumento dal 24,6% al 48% degli addetti alle industrie, per

1/3 dovuto al settore edilizio, ma anche a quello metalmeccanico (ferriera e

acciaieria, carpenteria metallica), a quello alimentare (gelati, birra), alla lavorazione

dei minerali non metalliferi (lavorazioni ceramiche) e industrie complementari dell’edilizia

e varie (manufatti di plastica). Con lo sviluppo dell’area cagliaritana è connessa

la costruzione di un nuovo grande porto industriale già progettato. L ’altra

area industriale, pur di minore importanza, si sta costituendo attorno ai due centri

economicamente cornplementari di Sassari e Porto Torres di cui quest’ultimo pre-

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