Mori - 1966 - Sardegna

geonerd

Mori - 1966 - Sardegna

anche in quanto in essa si sono rifugiati coloro che hanno cessato altra attività. Ma

influiscono pure le difficoltà connesse con la perdurante scarsezza di mezzi e di vie

di comunicazione che obbligano anche piccoli nuclei abitati all’autosufficienza per

gli approvvigionamenti, data la contemporanea scarsezza dei commercio ambulante,

nonché le minori esigenze in preparazione specifica e in capitali necessari per creare

gli impianti.

Questo è dimostrato dalla struttura del sistema distributivo, caratterizzata da

una proporzione di esercizi dediti al commercio al minuto assai superiore a quella

media nazionale (con corrispondente scarsezza di esercizi all’ingrosso e di depositi)

e dalla forte predominanza di negozi e di magazzini di generi alimentari, che rappresentano

i tre quarti del totale, mentre nella media nazionale sono solo la metà. E

ciò per le dimensioni ancora ridotte del mercato interno sardo, il cui basso reddito

sostiene più che altro la domanda di generi alimentari. Si deve anche tener conto

che i costi di distribuzione sono in Sardegna superiori a quelli del continente per la

forte incidenza del costo dei trasporti, che quindi ha influenza negativa, sia che

provochi aumenti dei prezzi, sia che determini diminuzione dei ricavi.

Questi particolari caratteri rendono il commercio interno sardo soggetto a risentire

fortemente delle depressioni economiche non solo generali, ma anche di singoli

settori della vita isolana, come quello agricolo о quello pastorale, che d’altra parte

sappiamo dipendere dai capricci del clima, sia pure oggi in misura minore di

un tempo.

Le vie di comunicazione terrestri.

Se si rammenta ciò che è stato più volte osservato nel corso della nostra trattazione

a proposito dell’influenza negativa che l’isolamento e la ridotta possibilità di

circolazione hanno avuto sulla vita dell’isola, si deve concludere che la scarsezza e

la difficoltà delle vie di comunicazione hanno avuto effetto decisivo sull’attardamento

umano ed economico della regione. In particolare uno degli ostacoli più gravi per lo

sviluppo delle industrie e di un’agricoltura di tipo commerciale è di natura mercantilistica,

connessa con la scarsezza e con la difficoltà delle vie di comunicazione e dei

mezzi di trasporto persistite per tutto il Medio Evo e in età moderna fino alla prima

metà del secolo scorso. Infatti la bella e razionale rete stradale costruita dai Romani,

già da noi descritta, deperì rapidamente dopo la caduta dell’Impero, sicché al

principio del secolo scorso si può dire non esistesse in Sardegna alcuna strada

rotabile degna di questo nome. Solo nel 1822 fu dato inizio alla realizzazione di

un piano stradale dovuto al Carbonazzi, con il tracciamento della strada nazionale

che congiunge Cagliari con Porto Torres percorrendo l’isola in tutta la sua lunghezza

dal lato occidentale per 235 km. e che fu chiamata « Via Carlo Felice » dal

nome del viceré Carlo Felice che la volle. Questa importante arteria, aperta

4 6 0

More magazines by this user