Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

Fot. Stefani

La nuova strada litoranea per la Gallura,

lungo la costa del Golfo dell’Asinara.

al traffico nel 1829 ^ costituì il punto di partenza di un periodo nuovo verso

la civiltà e il progresso. Subito dopo si costruirono dei raccordi con vari punti

della costa e dopo l’unità italiana si dette mano ad un altro progetto, che portò alla

realizzazione di due strade longitudinali, l’Orientale sarda e la Centrale sarda, e

delle strade trasversali di raccordo tra cui più importanti la Settentrionale da Alghero

ad Olbia (126 km.), la Bosa-Nùoro, prolungata più tardi fino a Orosei (100 km.) e

quella Iglesiente che congiunge Cagliari con Iglesias e con Sant’Antioco. Esse ricalcavano

in gran parte la rete stradale romana, dato che le vie si debbono adattare ai

lineamenti del rilievo. Così dai 322 km. del 1837 si è passati cinquant’anni dopo a

ben 4591 km. di strade rotabili fra nazionali, provinciali e comunali obbligatorie,

sicché la regione si poteva considerare, per quei tempi, abbastanza ben servita, possedendo

l’ottava parte delle strade nazionali. Successivamente però, i progressi si

arrestarono per un lungo periodo e solo nel 1920 fu stabilito un programma per

l’accrescimento sia della rete principale che di quella secondaria, allo scopo di allacciare

i molti Comuni ancora isolati e il collegamento alle stazioni ferroviarie.

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