Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

la sola Cassa del Mezzogiorno ha costruito nuove strade per 450 km., oltre a 170 km.

di strade turistiche e provveduto alla sistemazione dei 3/4 delle strade provinciali.

Tra le maggiori realizzazioni sono da ricordare: la strada litoranea settentrionale

da Santa Teresa a Sassari (66 km.), via di penetrazione per la Gallura costiera;

la strada Nùoro-Siniscola (49 km.) che ha avvicinato di ben 33 km. Núoro

a Olbia; la strada Fonni-Désulo (24 km.) nell’impervio massiccio del Gennargentu;

la strada diretta da Siliqua a Carbònia che abbrevia e rende più facili i collegamenti

tra Cagliari e la zona industriale del Sulcis. Con le altre centinaia di chilometri di

strade costruite dalla Regione (anche per facilitare l’accesso a località di interesse

archeologico e turistico) e dall’E.T.F.A.S. nelle zone in trasformazione agraria, la

rete stradale sarda aveva raggiunto complessivamente nel 1961 i 5758 km. (24 per

ogni 1000 kmq.), ed è stata migliorata assai: soprattutto aumentate sono le strade

provinciali (3379 km.) ed anche le nazionali (2179 km.), ma diminuite molto le vie

comunali perchè parecchie di esse son passate a provinciali.

Negli ultimi anni i progressi sono continuati anche più rapidi, tanto che, a quanto

pare, la lunghezza della rete stradale ha superato oggi i 10.000 km., soprattutto per

l’incremento delle vie provinciali. Ma perdura la grave carenza di vie comunali.

Naturalmente anche il traffico stradale ha segnato un aumento straordinario ed

è assai migliorato, per il contemporaneo incremento dell’attività industriale e commerciale

e del turismo. In particolare i servizi automobilistici extraurbani integrano

oggi efficacemente il traffico ferroviario, tanto che il numero dei passeggeri è passato

dai 7 milioni circa nel 1950 ai 24 milioni del 1961. E ciò pur essendosi verificato

contemporaneamente uno straordinario aumento delle autovetture, passate da 5557

nel 1950 a 65.000 nel 1963 e cioè da una vettura ogni 163 persone a una vettura

ogni 22! Del resto il numero e la lunghezza di esercizio delle linee automobilistiche

sono più che raddoppiate, sia per lo svilupparsi dei moti pendolari giornalieri, sia

per l’affittirsi dei collegamenti dei centri periferici col mare.

L ’intensità del traffico secondo le diverse strade dell’isola è assai disforme, in

quanto dipende dalla densità e distribuzione della popolazione e dall’intensità delle

attività economiche e del movimento turistico. Spiccano per il traffico più attivo

le strade del Campidano, tra cui l’asse della « Carlo Felice », sino ad Abbasanta,

e soprattutto quelle intorno a Cagliari, in particolare il tratto tra la città, Decimomannu

e Siliqua, nonché le vie irraggianti da Oristano e da Sassari e specialmente

quelle per Porto Torres e per Alghero.

La Sardegna ha così gettato le basi per raggiungere anche per la viabilità il

livello medio nazionale.

Invece la rete ferroviaria non ha seguito nel suo sviluppo un ritmo altrettanto

cospicuo. Essa fu costruita dopo il 1870 ed ebbe inizio con il tracciamento della linea

Cagliari-Golfo Aranci che rappresenta la spina dorsale del sistema ferroviario dell’isola.

Nel 1871 infatti fu aperto al traffico il suo primo tronco Cagliari-Oristano e

nel 1883 veniva inaugurata l’intera ferrovia, completa delle due diramazioni Decimomannu-Iglesias

e Chilivani-Sassari-Porto Torres, ricalcati tutti, come le strade.

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