Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

lermo, Catania, Civitavecchia e Napoli, che assorbono pure i maggiori quantitativi

dei prodotti deH’allevamento. Con questi porti la Sardegna mantiene mediamente

le relazioni più intense, in quanto partono da essi anche le maggiori correnti di

importazione: il porto di Genova invia prodotti agricoli e industriali dell’Italia settentrionale

e ridistribuisce merci estere; Napoli invia prodotti alimentari, e poi Savona,

Livorno, Civitavecchia, Palermo forniscono le merci più svariate. Molto numerosi

sono poi, come vedremo, i paesi stranieri che ricevono, ma soprattutto inviano

prodotti svariatissimi alla Sardegna: dall’Islanda e dalla Norvegia al Marocco e al

Ghana, dagli Stati Uniti e dal Brasile all’Iran e all’Unione Sovietica.

Il poderoso slancio economico in atto non potrà che allargare ulteriormente

questo orizzonte transmarino e intensificare enormemente i traffici, sicché si pone

urgente l’istanza anche di un adeguato e rapido potenziamento portuale, che si può

dire condizioni l’avvenire dell’isola.

Le comunicazioni aeree.

I traffici marittimi sono integrati da quelli aerei, che hanno preso pure, nell’ultimo

decennio, considerevole sviluppo. Sorte con la linea Roma-Terranova-Cagliari

nel 1928, le comunicazioni aeree furono migliorate con l’istituzione di un collegamento

diretto Roma-Cagliari e di altre due linee, ma rimasero dapprima poco frequentate.

Nel dopoguerra le linee aeree furono ripristinate come parte della rete

aerea nazionale e sempre sulla base del collegamento con Roma mediante una linea

diretta e un’altra passante per Alghero (Fertilia), cui si è aggiunta poi la linea

Cagliari-Alghero-Pisa-Milano e ultimamente la diretta Gagliari-Milano. Gosì la Sardegna

è entrata per la prima volta in collegamento diretto con le principali città

dell’Italia settentrionale, oltre che con la capitale. Questa rete si appoggia ai tre

aeroporti di Elmas, presso Gagliari, di Fertilia presso Alghero e in via subordinata

di Olbia, che si trovano in posizioni assai favorevoli perchè posti nei punti in cui

sfociano le principali correnti di traffico.

II movimento aereo ha raggiunto presto un volume considerevole e ognor crescente;

basti pensare che nel quadriennio 1959-62 il numero dei passeggeri è più

che raddoppiato (199.500 nel 1963) e la quantità delle merci è aumentata del 58%

(20.500 q.). L ’aeroporto di Elmas è di gran lunga il principale: vi passarono infatti

nel 1962 oltre i 3/5 dei passeggeri sbarcati e imbarcati nell’isola (con una certa

prevalenza di questi ultimi) per un totale di 1 10.000 persone, per cui Cagliari viene

al sesto posto tra gli aeroporti italiani, e i 4/5 delle merci per un complesso di

16.000 q. per cui occupa il quarto posto in Italia. Invece Alghero ha importanza

assai minore, occupando il nono posto per i passeggeri (circa 71.000), data la sua

spiccata funzione turistica, e l’undicesimo per le merci (4300 q.). In entrambi

gli aeroporti predominano largamente le merci in arrivo costituite da strumenti.

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