Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

Nè sono da trascurare importanti iniziative di gruppi internazionali che hanno

agito costruendo e attrezzando grossi complessi alberghieri in alcune parti della

costa sarda, come lungo la Costa Smeralda e a Capo Boi. Così in pochi anni la

capacità ricettiva dell’isola, considerando il numero dei posti letto disponibili, è pressoché

triplicata. Essa consta ora di 154 tra alberghi e pensioni e di 132 locande, per

un complesso di oltre 8000 posti letto. In particolare Sassari è una delle province

italiane in cui il numero degli alberghi e dei posti letto è cresciuto di più.

Dato tutto ciò, il numero degli ospiti e delle presenze ha avuto un forte incremento,

quadruplicandosi all’incirca tra il 1949 e il 1962 (da 188.000 a 737.000

presenze). Ma particolarmente cospicuo è stato l’aumento delle presenze degli stranieri,

cresciuto di oltre 35 volte, il che dimostra l’importanza che ha l’attrazione

esercitata dalla Sardegna nell’intera Europa come regione periferica, mediterranea e

ricca di attrattive anche folcloristiche e archeologiche. E si noti che una parte non

trascurabile di turisti stranieri sfuggono alla rilevazione statistica perchè si appoggiano

ad attrezzature extralberghiere {camping, villaggi turistici, ecc.) anche perchè

molti di essi viaggiano con mezzi propri. Infatti il numero delle automobili private

trasportato in Sardegna è aumentato molto, sestuplicandosi negli ultimi sei о sette

anni (da ii.ooo a 65.000 tra il 1956 e il 1963), specialmente dopo l’entrata in funzione

dei traghetti.

Per questo e per altri aspetti, le diverse province dell’isola si comportano in

modo assai diverso rispetto al turismo. Si osserva infatti l’assoluta preponderanza di

Cagliari per numero complessivo di ospiti e di presenze; la predominanza di Sassari

nel movimento degli ospiti stranieri (3/5 del numero totale di presenze) e la

modesta importanza di Nùoro.

Il movimento degli stranieri, per quanto riguardi solo l’ ii% degli ospiti e il 19%

del numero complessivo delle presenze, offre pure aspetti interessanti e diversi per

le tre province in quanto gli ospiti provengono da 13 paesi europei e da 6 paesi

extraeuropei principali, prevalendo Erancesi e Inglesi (prevalenti nel Sassarese) e

poi Tedeschi, Statunitensi, Austriaci, Belgi, Olandesi, ecc.

Carattere alquanto diverso, anche per i suoi maggiori riflessi sull’evoluzione dell’insediamento

umano, ha avuto il progressivo affermarsi del turismo locale e di villeggiatura,

diretto prevalentemente verso le spiagge dell’isola più vicine alle città e

alle borgate retrostanti. Su diverse di esse sono sorte attrezzature e costruzioni e si

sono formate così le belle marine già ricordate, tra cui quelle di Sassari, di Bosa, di

Torre Grande, di Santa Caterina, di Orosei, di Siniscola e i bei lidi di Cagliari

(Poetto) e di Alghero, ormai di fama internazionale.

Per avere un’idea dell’importanza che ha avuto l’avvento e lo sviluppo del turismo

sull’economia dell’isola, basta pensare che l’introito delle industrie e delle

attività connesse è salito da 2,5 miliardi di lire nel 1954 a ben 12 miliardi, sicché

le industrie del forestiero hanno preso posto, per importanza, subito dopo quelle

minerarie per reddito e capitali investiti, ma le superano per numero di addetti

(13.000 persone).

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