Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

Piemontesi Isole Intermedie, e che costituiscono oggi l’Arcipelago de La Maddalena,

formatosi per effetto della sommersione dovuta all’innalzamento postglaciale del

livello marino. Si tratta, senza contare gli scogli di ampiezza minima, di una sessantina

di elementi insulari, sette dei quali superano il chilometro quadrato di superficie;

le isole più importanti sono La Maddalena, che è l’unica sulla quale sorge un

centro abitato, e la contigua Caprera, notissima perchè vi soggiornò per 26 anni Garibaldi,

che vi è sepolto. Il paesaggio di queste isole colpisce per l’intenso frastagliamento

costiero, per l’irregolarità del pur modesto rilievo a creste, a dirupi, a guglie,

a torrioni, per i caotici ammassi di nuda roccia granitica. Altre isole fronteggiano la

parte meridionale della regione e tra esse l’isola di Tavolara, lunga dorsale calcarea

che chiude a sud il Golfo di Olbia, e la granitica isola Molara.

Le tracce di insediamenti preistorici sono in Gallura assai numerose, specie nel

territorio di Olbia e nella valle del Lìscia; si tratta per lo più delle solite costruzioni

nuragiche, ma non manca (territorio di Arzachena) un elemento del tutto peculiare

a questa regione, rappresentato dalle « tombe a circolo » associate a villaggi

rupestri di età neolitica. Di recente, poi, uno scavo effettuato nell’isola di Santo Stefano

ha portato alla luce utensili di pietra e oggetti di terracotta neolitici che,

essendo riferibili a tempi anteriori al 2000 a. C., costituiscono il documento più

remoto trovato finora della dimora dell’uomo in Sardegna.

La popolazione attuale della Gallura, malgrado il rapido aumento avvenuto nel

corso dell’ultimo secolo, supera di poco i 70.000 abitanti, con una densità media

inferiore a 30 ab./kmq. La popolazione sparsa, che costituendo circa 1/5 del totale

è qui — contrariamente a quanto avviene per lo più in Sardegna — abbastanza

numerosa, si addensa soprattutto nell’area compresa tra Lìscia e Padrogiano e nell’isola

de La Maddalena e vive nei caratteristici « stazzi », dimore che hanno contemporaneamente

funzioni agricole e pastorali. I centri abitati, sulla cui origine e

sul cui sviluppo hanno influito soprattutto la posizione sicura, le vie di comunicazione,

la presenza di sorgenti ed anche motivi religiosi, sono una cinquantina. I

centri più importanti, a parte Luogosanto che è sorto in posizione mediana presso

un santuario del XIII secolo, sono localizzati о in posizione costiera о subcostiera,

oppure nella conca di Tempio. Fra i primi ricordiamo, oltre a La Maddalena e a

Òlbia di cui si parlerà tra breve. Santa Teresa di Gallura (l’antica Longonis), che è

il centro più settentrionale della Sardegna, sorge su un pianoro roccioso che domina

la stretta ria di Longone ed è importante porto turistico per le comunicazioni

con la Corsica; e Arzachena (la romana Turublo Minor), centro agricolo disposto su

un pendio a ridosso di nude scogliere, non lungi da un’altra e più ampia ria. Nella

conca di Tempio esiste tutta una serie di centri, tra i quali i più cospicui sono, a

prescindere da Tempio; Calangianus (3500 ab.) (i), al centro di un territorio accidentato

e selvoso, divenuto oggi il principale centro sugheriero dell’isola, con vari e

ben attrezzati sugherifici e con l’unica Scuola professionale per l’industria del su-

(i) I dati sulla popolazione dei centri abitati si riferiscono al Censimento del 1961.

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