Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

vescovo di Cagliari compare tra i partecipanti del Concilio Arlesiano e nello stesso

secolo ebbero gran fama due vescovi sardi: Eusebio, vescovo di Vercelli e Lucifero

vescovo di Cagliari. La Sardegna dette anche alla Chiesa due pontefici: San Bario e

Simmaco. La diffusione del Cristianesimo nell’interno fu favorita dal pontefice

Gregorio I Magno che, mercè l’opera dei missionari Lelice e Ciriaco, riusci a convertire

alla fine del VI secolo anche Ospitane, capo e dei Barbaricini e quindi i fieri

montanari da lui dipendenti sicché queste genti, abbracciata la religione cristiana,

addolcirono a poco a poco la loro natura selvaggia e poterono iniziare rapporti di

civile convivenza con gli altri abitanti dell’isola.

Il periodo bizantino.

Le invasioni barbariche investirono l’isola solo sporadicamente e quasi di rimbalzo.

Infatti gli unici che riuscirono a conquistarla furono i Vandali che vi giunsero

nel 455 dall’Africa, guidati da Genserico, quando avevano dimesso parte della loro

barbarie primitiva. I Vandali rimasero in Sardegna circa 8o anni, fino alla conquista

bizantina del 534, cioè un tempo troppo breve perchè la loro occupazione, effettuata

da un numero relativamente esiguo di uomini, potesse avere un’influenza sensibile

e duratura. I più ritengono che durante il dominio vandalico gli ordinamenti anteriori

non abbiano subito sensibili variazioni o, se cambiamenti vi furono, non dovettero

avere vigore tale da interrompere in maniera definitiva Г andamento generale della

vita pubblica e privata degli isolani.

Tuttavia è da ricordare che scomparve il regime municipale e che i nuovi dominatori

spostarono i rapporti di sfruttamento terriero a proprio vantaggio. Inoltre sotto

i Vandali la Sardegna, come già in epoca romana, divenne terra d’esilio: le persecuzioni

contro il clero cattolico disposte da Genserico e continuate da Unnerico e

da Trasamondo, culminarono con la relegazione in Sardegna di molti fedeli e di

120 vescovi, tra cui il vescovo di Ippona che portò in Sardegna le spoglie di Sant’Agostino,

trasferite due secoli dopo da Liutprando a Pavia, per timore che cadessero

in mano dei Saraceni.

Lo stesso Genserico confinò nell’isola alcune migliaia di Bèrberi ribelli, i Màuri

о Maurusii, trasferendoli a quanto pare nel Sulcis e sarebbe per questo che i Sulcitani,

chiamati ancora oggi Maurreddus, si distinguono per alcuni caratteri somatici

dagli altri Sardi.

Con la conquista bizantina la Sardegna costituì sotto Giustiniano una delle sette

provincie della prefettura africana del Pretorio, e fu governata da un praeses per gli

affari civili residente a Cagliari e da un dux capo delle milizie che risiedeva a Forum

Traiani a freno delle irrequiete popolazioni barbaricine.

Tolta la breve parentesi della conquista ostrogota (552-553) guidata da Totila,

il dominio bizantino continuò per alcuni secoli sempre più esautorato e distaccato

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