Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

La parte sud-occidentale del Sassarese, verso il Logudoro e il Montacuto, ha

avuto in epoca medievale importanza assai maggiore di quel che oggi non abbia,

tanto da poter essere considerata come il cuore politico e religioso dell’antico Giudicato.

Quivi infatti, su un gradino miocenico circondato da ripiani basaltici, si trova

Ardara, già capitale del Logudoro, il cui antico splendore è attestato dai resti del

Castello e della bella chiesa romanica di Santa Maria del Regno, dove furono incoronati

molti Giudici logudoresi. Questa stessa funzione ha avuto pure la non lontana

chiesa di Sant’Antioco di Bisàrcio, già sede di diocesi, cui si uniscono verso Sassari,

presso Codrongianus, la chiesa di San Michele di Salvenero, facente parte di un

monastero di monaci vallombrosani, e soprattutto l’Abbazia della Santissima Trinità

di Saccàrgia, il più significativo monumento dell’architettura romanico-pisana in

Sardegna, che sorge solitaria nella valle cui dà colore e suggestione con la sua mole

a strati bianchi e neri di calcare e basalto e con l’alto campanile.

Sassari.

Nella gran distesa uniforme dell’altopiano calcareo spicca, come grande macchia

bianca in contrasto col verde dei densi oliveti che la circondano, la città di Sassari.

E facile accorgersi degli stretti legami che la uniscono alla regione che la circonda,

all’Agro Sassarese che l’incornicia e l’alimenta ed è da essa vivificato con un flusso

continuo di gente che, pur risiedendo in città, coltiva amorosamente i begli orti del

Logulentu e i frutteti e gli oliveti circostanti. Ma l’attrazione esercitata dal centro

urbano si estende ben oltre: da Porto Torres a Ittiri, da Alghero a Ploaghe si intrecciano

rapporti che si traducono in un attivo movimento giornaliero di uomini e di

mezzi che ad esso convergono. Assai più oltre, poi, si estende la sua vivace influenza

culturale e si irraggiano le idee e le iniziative che vi si elaborano. La città, infatti,

ha avuto una fervida vita culturale e politica, stimolata anche dall’esperienza comunale,

per cui è stata attivamente presente in tutti i principali eventi della storia regionale

e in tutti i moti tendenti alla conquista della libertà.

Eppure Sassari non è certo città antica. La tradizione localizza il suo iniziale

nucleo medievale nel vecchio rione di Sant’Apollinare, intorno a una fontana pubblica

chiamata Pozzo di Villa, vicina all’antichissima fonte del Rosello, ma le sue

prime testimonianze attendibili risalgono all’XI secolo, e si riferiscono alla « villa »

di Thàtthari (poi Sàssari) appartenente alla curatoria della Romàngia. Tuttavia, ingranditasi

con l’afflusso di gruppi di abitanti di Torres ricacciati dalle scorrerie barbaresche,

era definita già nel 1272 da papa Gregorio X : locum insignem et quasi caput

Judicatus. Nello stesso tempo si ricordano le pievi di San Nicola, al posto dell’attuale

Duomo, e di Sant’Apollinare (che il titolo indicherebbe greco-bizantina) nonché

il Castrum Saxi, castello esistente a mezza strada del declivio su cui si adagia la città.

Nel XIII secolo Sassari, sotto la protezione di Pisa, giunse a reggersi a libero Comune,

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