Mori - 1966 - Sardegna

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Mori - 1966 - Sardegna

Vecchia veduta ottocentesca di Sassari.

(Da un’incisione dell’epoca)

di cui furono promulgati nel 1294 gli Statuti. Nel successivo periodo aragonese il

castello fu ricostruito in poderosa mole e fu raccordato poi con la cinta di mura

eseguita prima del 1300, che seguiva all’incirca l’attuale Corso Vico, il Corso della

Trinità, la Via Mercato, le vie Brigata Sassari e Torre Tonda e il Corso Margherita

ed era irta di torri e provvista di cinque porte verso le cinque strade principali che

irradiano dalla città. Entro questa cinta l’abitato rimase rinchiuso e addensato per circa

sei secoli, perchè fino agli inizi dell’Soo la popolazione rimase praticamente stazionaria

(tra 14 e 16.000 ab.), per effetto delle gravi falcidie, dovute a ricorrenti pestilenze.

Appunto come voto per la cessazione di un’epidemia fu istituita verso il 1580

nella forma attuale la Festa dei Candelieri, celebrata il 14 agosto di ogni anno e consistente

nel trasporto in solenne e vivace processione di sette grandi candelieri appartenenti

ciascuno ad un « gremio », dalla parte alta della città alla chiesa di Santa Maria.

Solo dopo il 1829 alla città fu consentito di superare la cinta delle mura, che fu

abbattuta quasi tutta per il formarsi e l’estendersi di « appendici », soprattutto nella

parte alta posta a sudest. Da allora la città ha guadagnato con varia progressione la

campagna circostante, impostando in breve volger di tempo ovunque — tranne che

ad occidente — gli odierni quartieri residenziali borghesi di Porcellana e San Giuseppe

a sud, dei Cappuccini e di Monte Rosello (o Baddimanna) a nordest; essi si

distinguono per la loro pianta regolare e per la loro ariosità, che fa vivo contrasto

con l’addensamento edilizio e la fittezza e irregolarità del reticolo stradale della

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